Visualizzazione post con etichetta Uova. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Uova. Mostra tutti i post

venerdì 26 marzo 2021

Il mio Uitsmijter per il Club del 27

 A dieci giorni dalla Pasqua, cosa potevamo scegliere per il Club del 27, se non l'uovo? L'uovo, ingrediente irrinunciabile e versatile come pochi. Infatti, facendo un giro sui blog di tutti i "Ventisettini", troverete una carrellata di ricette, una più buona dell'altra. Io ho scelto una ricetta semplicissima, nonostante l'impronunciabile nome, ma, come ho già avuto occasione di dire, di questi tempi tendo più che mai a cucinare con quello che ho in casa, riducendo al minimo le uscite. E, in effetti, questo toast aperto si fa con ingredienti che è facile ritrovarsi in frigo o in dispensa. La ricetta originale prevedeva un formaggio tipo Gouda, ma non lo avevo. Lo ho sostituite con un caciocavallo affumicato di Agerola, a parer mio molto più buono .

Uitsmijter (x2)

1 cucchiaio                                Burro

2                                                Uova

2 fette                                        Formaggio fondente

2 fette                                        Prosciutto cotto

2 fette                                        Pan carré

Sale e pepe di mulinello

Tostare le fette di pan carré. Sciogliere in un padellino il burro e cuocervi le uova. Quando l'albume inizia a rapprendersi, poggiare su ogni uovo una fetta di formaggio, al centro della quale si sarà praticato un buco con un coppapasta. Coprire il padellino con il coperchio e lasciare che il formaggio si sciolga. Poggiare le fette di prosciutto sul pane tostato e adagiarvi sopra l'uovo al formaggio. Salare e pepare.



 



mercoledì 18 aprile 2018

Ile Flottante salata

La versione "creativa" della tortilla per l'MTC n. 72 mi ha creato qualche problema. Avrei voluto fare un cono o un cestino di patata, ripieno di uova strapazzate, ma, nonostante i vari tentativi, non c'è stato verso di ottenere un contenitore che stesse assieme. Mi son quindi dovuta spremere le meningi per trovare un'altra idea. 
Certo le patate fanno subito pensare a Cracco e, di conseguenza, al suo tuorlo marinato, oppure al tuorlo fritto, ma poi ho pensato che che, nella mia tradizione, c'era un uovo che si prestava molto bene: l'uovo alla monachina. E così è nata la mia Ile flottante salata. Spero che Mai apprezzi.

Ile flottante salata

Per la crema di patate

 400 g                             Patate
q.b.                                 Brodo vegetale
25 g                                Burro
1 pizzico                         Zafferano
q.b.                                 Sale
Lessare le patate e schiacciarle. Aggiungere il brodo vegetale caldo, in cui si sarà sciolto lo zafferano, in modo da ottenere una consistenza fluida, simile a quella di una crema inglese.

Per le uova di quaglia alla monachina

Vedere qui

Per le meringhe salate (Montersino)

30 g                         Albume
3   g                         Inulina
3   g                         Maltitolo
q.b.                          Sale
Montare a neve soda l'albume, aggiungendo l'inulina ed il maltitolo e il pizzico di sale. Mettere sul fuoco un pentolino con dell'acqua. Quando l'acqua inizia a fremere, formare, con l'aiuto di due cucchiai, delle quenelles e adagiarle nell'acqua. Girandole delicatamente, farle cuocere per un paio di minuti, quindi sollevarle con una schiumarola e poggiarle su un foglio di carta da cucina.

Montaggio

Mettere in una coppa Martini la crema di patate e poggiarvi sopra una quenelle di meringa ed un uovo alla monachina. Decorare con ciuffetto di rosmarino.







mercoledì 11 aprile 2018

Vamonos!

Insomma, non abbiamo fatto in tempo a riprenderci dalla rivoluzione del Mag About Food, che quel diavolo di donna di Alessandra si è inventata un altro sommovimento. Da settembre, l' MTC diventa, ancor più di prima, una scuola e le sfide di di aprile, maggio e giugno diventano l'occasione per selezionare chi parteciperà alla classe che inizierà  dopo le vacanze estive. Non più un solo vincitore, quindi, ma 8 selezionati per ogni mese.
Questo mese, per chiudere il cerchio, la sfida proposta da Mai è sulla tortilla di patate, piatto iconico del Paese da cui proviene la nostra geniale grafica e che era stata oggetto della primissima sfida. Nostro compito sarà rifare una versione tradizionale della tortilla ed una creativa. 
Ovviamente, per scaldare i motori, sono partita da quella classica. Per imparare a fare una perfetta tortilla vi rimando all'esauriente post di Mai. Io mi sono limitata a piccole variazioni: ho aggiunto del cumino, spezia che adoro, dell'erba cipollina ed ho mescolato patate "normali" a 3 patate viola. L'aggiunta delle patate viola non è dovuta al desiderio di fare la faiga, ma a semplice economia domestica: avevo queste patate viola che mi giravano per casa dai tempi della sfida sull'affumicatura, dovevo pur utilizzarle in qualche modo. E, poi, la tortilla, con quel tocco di verde e di viola, è carina, no?





martedì 27 marzo 2018

Le mie Tea eggs per il Club del 27

Anche se il meteo sembra dire il contrario, è primavera e, da sempre, il simbolo della rinascita primaverile è rappresentato dall'uovo. E, quindi, non poteva esserci scelta migliore, per il Club del 27 di marzo, di un libro interamente dedicato a questo alimento: The Perfect Egg, di Teri Lyn Fisher e Jenny Park. Tante ricette, una più bella dell'altra, che hanno come ingrediente centrale proprio le uova. 
Io ne ho scelta una semplicissima, perché da tanto volevo provare a fare le uova craquelè e la versione proposta dal libro, così profumata, grazie all'inserimento di vari aromi, mi sembrava molto interessante.

TEA EGGS 12 uova

1 lt di acqua
1 bicchiere di salsa di soia*
50 g di tè Oolong in foglie
3 frutti di anice stellato
2 stecche di cannella
una buccia d’arancia, di almeno 8 cm larga e 2,5 lunga
10 g di zucchero
Portare l’acqua a bollore in una casseruola. Con un mestolo scanalato per evitarne la rottura, immergere delicatamente le uova in acqua. Portare nuovamente l’acqua a leggero bollore e cuocere le uova per 5 minuti. Rimuovere dal fuoco. Usando un mestolo, rimuovere le uova dall’acqua e tenere l’acqua da parte nella pentola stessa. Lasciar raffreddare le uova abbastanza da poter essere maneggiate. Col manico di un cucchiaio, colpire su tutta la superficie il guscio di ciascun uovo per formare delle crepe. Aggiungere all’acqua messa da parte la salsa di soia, la cannella, l’anice stellato,le zeste, il tè e lo zucchero e poi mescolare il tutto. Rimettere le uova nell’infuso, posizionare sul fuoco, riportare lentamente a bollore e cuocere per 10 minuti. Rimuovere dal fuoco e coprire la pentola, lasciando riposare le uova da 6 a 10 ore. Più le uova riposeranno, più deciso sarà il loro sapore. Toglierle dall’infuso. Queste uova possono essere servite calde oppure fredde. Ad ogni modo, vanno sbucciate subito prima di essere servite. Per servirle calde, metterne alcune (ancora col guscio) in un contenitore termico, ricoprire con dell’acqua bollente e chiudere la pentola. Lasciare lì le uova per 10 minuti, toglierle dall’acqua, pulirle e servirle. Quelle che avanzano, con tutto il guscio, possono essere conservate in frigorifero, ben chiuse in un contenitore ermetico.






martedì 9 maggio 2017

Uova di quaglia alla monachina

Ho già avuto modo di dire che trovo il finger food divertente e stuzzicante.  Stavolta ho scelto una ricetta poco conosciuta della tradizione napoletana: le uova alla monachina. Non si tratta di una ricetta popolare, anzi la presenza della bechamél fa pensare ad piatto creato dai Monzù, i cuochi francesi che venivano a lavorare nelle cucine della nobiltà borbonica. Nella versione originale si usano uova di gallina, ma, per i gusti di oggi, un intero uovo preparato in questo modo sembra un po' impegnativo. Da qui l' idea di farne una versione "mini", utilizzando le uova di quaglia. Certo, ci vuole un po' di pazienza, ma il risultato compenserà ampiamente dell'impegno.


Uova di quaglia alla monachina

Uova di quaglia                 8
Farina                               15 g.
Burro                                15 g.
Latte                                 80 ml.
Prosciutto cotto                30 g.
Parmigiano grattugiato     3 tbs.
Pan grattato                      2 tbs.
Uovo                                1
Olio per friggere
Sale
Pepe
Noce moscata

Rassodare le uova di quaglia e sgusciarle. In una casseruolina sciogliere il burro e aggiungervi la farina. Aggiungere al roux così preparato il latte intiepidito, poco alla volta. Si otterrà una bechamel della consistenza di una polentina soda. Salare, pepare, aggiungere una grattatina di noce moscata, il prosciutto tritato ed il formaggio, amalgamando bene il tutto. Tagliare a metà le uova, asportare il tuorlo, schiacciarlo con una forchetta ed aggiungerlo alla bechamel. Prendere mezzo albume svuotato e "ricostruire" il mezzo uovo mancante utilizzando una nocciola  del composto di bechamel e formaggio. Ripetere l' operazione con tutti i mezzi albumi. Battere l' uovo in un piatto e passarci le uova di quaglia ricomposte; rotolarle nel pan grattato e friggerle in abbondante olio caldo. Ho fritto anche dei tagliolini paglia e fieno, per creare un "nido", in cui presentare gli ovetti.
Con questa ricetta partecipo alla giornata che il Calendario del cibo dedica alle uova.



martedì 2 maggio 2017

W la frittata!

La frittata risolve: anche nel frigorifero più sfornito due uova si trovano sempre, anche se sei di fretta, 5 minuti per una frittata ce li hai, anche se non hai voglia di cucinare, la frittata richiede così poco impegno che quel minimo sforzo lo puoi fare. 
La frittata è facile: anche il meno dotato di abilità culinaria riesce a farne una (oddio, qualche dubbio su mio marito ce l'avrei...).
La frittata è versatile: ci puoi aggiungere qualunque cosa e si trasforma in un pasto completo, persino raffinato, se ci aggiungi ingredienti di pregio.
La frittata è comoda: la infili in un panino e te la porti dietro senza problemi
Insomma, i motivi per celebrare questo pilastro della cucina casalinga sono tanti ed è opportuno che il Calendario del cibo italiano le dedichi una giornata. 
Mica c'è bisogno che vi spieghi come si fa una frittata, vero? Io ci ho solo aggiunto l'erba cipollina tritata e la ricotta salata grattugiata. Lo spunto proviene dall'esuberanza della piantina di erba cipollina che cresce nel mio piccolo orto in terrazza e dalla necessità di far fuori della ricotta salata avanzata da Pasqua (si, la frittata è anche un ottimo svuota frigo).



lunedì 21 ottobre 2013

Cow boys e noccioline

La cucina statunitense è ritenuta, a torto, essere unicamente frutto del melting pot culturale che ha portato alla nascita di questa Nazione. Pregiudizio non del tutto corretto, non solo perché alcune preparazioni, pur provenendo, originariamente, da tradizioni "importate", si sono così saldamente radicate ed evolute sul territorio americano da essersi totalmente identificate con il modo di mangiare made in USA. Un esempio per tutti: l'hamburger, che, pur denunciando già nel nome la sua origine europea, è il simbolo per eccellenza dell' american food.
Vi sono poi altre tradizioni , in materia di cibo, che sono legate allo stile di vita dei pionieri e dei cow boys, come il BBQ. Certamente, cucinare sulle braci rappresenta la maniera più antica, nella storia dell'uomo, di trattare il cibo, antecedente alla comparsa di utensili come i recipienti di cottura, ma è fuor di dubbio che in nessun altro posto, come negli USA, la cottura alla griglia è assurta a vero e proprio rito. Nell' immaginario collettivo di tutti noi c'è il ricordo di un film o di un telefilm, in cui l'uomo di casa (eh si, perchè il BBQ è lavoro per uomini duri...) griglia hamburger e salsicce nel back yard, mentre le mogli, al massimo, contribuiscono con piatti di contorno, come potato salad o cole slaw ed una cheese cake come dessert.
Ancora, la specificità della cucina statunitense va ricercata nell'uso di ingredienti sconosciuti nel Vecchio Mondo, come il tacchino, il mais o le arachidi.
Ecco, per il mio secondo MTC american breakfast, ho scelto di rifarmi proprio ad alcuni ingredienti assolutamente americani, per caratterizzarlo al massimo.
Ho iniziato con un pan carré al mais, da utilizzare per un tradizionalissimo sandwich con burro di arachidi e gelatina di uva fragola home made (con mia sorpresa, nel corso di una trasmissione di Martha Stewart, ho scoperto che l'uva fragola esiste anche negli USA).

Pan carré al mais

Farina 00                            150 g
Farina di mais fioretto       150 g
Latte                                   150 ml
Burro                                  40 g
Zucchero                            1 cucchiaio
Sale                                    1 cucchiaino
Lievito di birra                    2 g
Tuorlo                                1

La sera prima, ho preparato un poolish con la farina 00, il latte ed il lievito e l'ho lasciato a lievitare tutta la notte. Al mattino, ho aggiunto gli altri ingredienti ed ho impastato fino ad incordatura avvenuta. Ho fatto lievitare ancora un'ora. Trascorso questo tempo, ho steso l'impasto in un rettangolo, l'ho arrotolato stretto e l'ho messo in uno stampo rettangolare, imburrato ed infarinato. Ho spennellato la superficie del pane con il tuorlo diluito con un po' di latte e fatto lievitare lievitare ancora per due ore.



Ho infornato a 200 gradi per 45 minuti.


Per il peanut butter, poiché non avevo voglia di comprarne un barattolo, che, poi, sarebbe rimasto lì inutilizzato, ho preferito prepararlo da me. Ho preso una manciata di arachidi, le ho messe nel cutter ed ho fatto andare le lame, fino a che ho ottenuto una pasta, forse un tantino più densa del peanut butter che si trova in commercio, ma comunque spalmabile. La gelatina di fragole era stata preparata con il metodo descritto qui.

Per la salsa di accompagnamento non volevo un'altra variazione sul tema maionese ed ho optato per una salsa BBQ. La ricetta l'ho presa da qui, dimezzando le dosi e sostituendo l'aceto di mele (che non avevo) con dell'aceto balsamico ed aumentando la dose della marmellata di albicocche (la mia, essendo fatta in casa, non era molto dolce, da qui l'esigenza di aggiungerne un po' di più, per bilanciare i vari gusti). Inoltre, ho usato aglio e peperoncino freschi, anziché in polvere. Era deliziosa e, al più presto, utilizzerò quella avanzata per delle pork ribs.

Salsa BBQ

Ketchup                                 125 g
Worchestershire sauce          35 g
Aceto balsamico                   35 g
Senape di Digione                1/2 cucchiaio
Aglio                                     1/2 spicchio
Zucchero di canna                1/2 cucchiaio
Peperoncino                          secondo i propri gusti 
Marmellata di albicocche    2 cucchiai
Acqua                                   30 g

Mescolare tutti gli ingredienti in una pentola, mettere sul fuoco e cuocere fino a che la salsa si sarà ridotta ad un terzo e sarà diventata densa, scura e lucida.




Come bevanda, ho preparato uno smoothie, in cui la cremosità dell'avocado è stata bilanciata dall'acidulo della mela verde, perfetta per sgrassare la bocca.

Applecado smoothie

Avocado                1/2
Mela verde            1/2
Yogurt magro        100 g
Latte magro           50 ml
Miele                     2 cucchiaini

Ho preparato un bun ai semi di sesamo, con l'impasto descritto qui.  
Una volta cotto, ho tagliato via la calotta, l'ho privato della mollica e, nella cavità così creata, ho adagiato l'uovo in camicia, nappandolo con la salsa BBQ. Ho spalmato il burro di noccioline su una fetta di pan carré al mais e, su questo strato, ho spalmato la marmellata di uva fragola. Ho versato lo smoothie in un bicchiere e l'ho decorato con una fettina di mela.








domenica 28 ottobre 2012

Una tradizione rivisitata

Ho già avuto modo di dire che trovo il finger food divertente e stuzzicante.  Stavolta ho scelto una ricetta poco conosciuta della tradizione napoletana: le uova alla monachina. Non si tratta di una ricetta popolare, anzi la presenza della bechamél fa pensare ad piatto creato dai Monzù, i cuochi francesi che venivano a lavorare nelle cucine della nobiltà borbonica. Nella versione originale si usano uova di gallina, ma, per i gusti di oggi, un intero uovo preparato in questo modo sembra un po' impegnativo. Da qui l' idea di farne una versione "mini", utilizzando le uova di quaglia.

Uova di quaglia alla monachina

Uova di quaglia                 8
Farina                               15 g.
Burro                                15 g.
Latte                                 80 ml.
Prosciutto cotto                30 g.
Parmigiano grattugiato     3 tbs.
Pan grattato                      2 tbs.
Uovo                                1
Olio per friggere
Sale
Pepe
Noce moscata

Rassodare le uova di quaglia e sgusciarle. In una casseruolina sciogliere il burro e aggiungervi la farina. Aggiungere al roux così preparato il latte intiepidito, poco alla volta. Si otterrà una bechamel della consistenza di una polentina soda. Salare, pepare, aggiungere una grattatina di noce moscata, il prosciutto tritato ed il formaggio, amalgamando bene il tutto. Tagliare a metà le uova, asportare il tuorlo, schiacciarlo con una forchetta ed aggiungerlo alla bechamel. Prendere mezzo albume svuotato e "ricostruire" il mezzo uovo mancante utilizzando una nocciola  del composto di bechamel e formaggio. Ripetere l' operazione con tutti i mezzi albumi. Battere l' uovo in un piatto e passarci le uova di quaglia ricomposte; rotolarle nel pan grattato e friggerle in abbondante olio caldo. Ho fritto anche dei tagliolini paglia e fieno, per creare un "nido", in cui presentare gli ovetti.



Con questa ricetta partecipo alla raccolta di sosidolcesalato "Facciamo un ovetto?"