giovedì 16 aprile 2015

C'è sempre un'alternativa

In questi giorni, infuria la polemica sullo spot di McDonald's, in cui un bambino chiede un happy meal, al posto della pizza. Personalmente, non ho mai demonizzato il fast food, certo ho sempre cercato di indirizzare i miei figli verso un'alimentazione sana, ma, semel in anno, un hamburger ci poteva pure stare. In particolare, la prima volta che ho portato i miei figli negli USA, credo che il figlio stenofago sarebbe morto di fame, se non avesse trovato ovunque il suo hamburger, rigorosamente "plain", perché mai sia ci avesse trovato dentro salsine  o insalata!
Quelli che, però, ho sempre trovato immangiabili erano i bocconcini di pollo fritti. E questo ben prima di vedere in tv Jamie Oliver che mostrava come venissero preparati impiegando orribili scarti. A quel punto, lo scarso gradimento è diventato proprio disgusto...
Data la mia propensione a lanciarmi in maratone in cucina non solo per festeggiare i miei parenti, ma anche quelli altrui, un bel po' di anni fa, mi trovai a preparare, insieme ad alcune amiche, la festa di compleanno per il padre di una di loro. In quell'occasione, preparammo, tra le altre cose, dei bastoncini di pollo con salsa agrodolce, che furono una vera rivelazione: croccanti, saporiti, non fritti, insomma l'alternativa sana alle orribili "pepite" del fast food.

Bastoncini di pollo al sesamo

Petto di pollo                         500 g
Yogurt                                   3 cucchiai
Senape                                   2 cucchiai
Limone
Corn flakes                            100 g
Semi di sesamo                     40 g
Parmigiano grattugiato         40 g
Olio evo
Sale  

Per la salsa agrodolce

Maizena                                1 cucchiaio colmo
Aceto bianco                         125 ml
Acqua                                    250 g
Zucchero                               125 g
Passata di pomodoro             60 ml
Sale

La sera prima, tagliare il pollo a bastoncini e metterli a marinare nello yogurt (io, ormai, uso sempre quello greco allo 0% di grassi), mescolato alla senape (la ricetta originale prevedeva curry, ma, stavolta, avevo voglia di usare un po' della buonissima senape al pepe verde, che avevo in casa) e a qualche goccia di succo di limone. Mescolare il pollo in questa marinata e riporlo in frigo in un contenitore coperto.
Il giorno dopo, mettere i corn flakes in un sacchetto da freezer e sbriciolarli grossolanamente col matterello. Aggiungere i semi di sesamo ed il parmigiano e versare questa panatura in un vassoio. Prendere i bastoncini di pollo e rotolarli nella panatura, in modo che si rivestano bene. Disporli sulla leccarda del forno, rivestita di carta forno. Salarli ed irrorarli con un filo d'olio (un contagocce serve perfettamente allo scopo). Infornare a 200 g per 12-15 minuti.
In un pentolino,  versare l'aceto, l'acqua, lo zucchero, la passata di pomodoro, il sale e stemperarvi, a freddo, la maizena. Mettere il pentolino sul fuoco e cuocere la salsa, sempre mescolando, fino a che non si addensa. Servirla come accompagnamento ai bastoncini.

Prima di andare in forno






lunedì 13 aprile 2015

Strawberry fields for ever


Ho espresso più volte la mia sconfinata ammirazione per la bravura di Pinella. Da quando la conosco, l'ho vista studiare e migliorare, fino a raggiungere livelli degni dei Maestri internazionali della pasticceria. 
Il "problema" è che, quando vedo i suoi capolavori, mi vien voglia di replicarli, ma io non sono lei e quasi mai i miei risultati, ancorché buoni dal punto di vista del gusto, raggiungono la perfezione e l'eleganza delle sue presentazioni. Di positivo c'è che questa volontà di emulazione mi spinge a provarci, ad approfondire, a fare esperimenti e, quindi, un passettino alla volta, mi fa progredire. Insomma, Pinella è inarrivabile, ma mi serve da sprone.
Per questo MTC n. 47, dedicato al pan di Spagna, ho messo assieme il desiderio di riuscire ad ottenere una di quelle glasse lucidissime, che caratterizzano tanti dolci realizzati dalla mia amica ed il desiderio, di fare una mousse di fragole soffice e spumosa, anziché un po' gommosa, come quella della torta di Montersino. Ci sono riuscita? Bé, per quanto riguarda la glassa, credo di essere sulla buona strada, anche se, benché io l'abbia setacciata ben 5 volte, quando l'ho colata sulla torta, qualche bollicina d'aria che interrompeva la lucentezza a specchio c'era ancora. Quanto alla mousse, direi che fosse proprio come la volevo.
Come sempre accade, la prima ricetta per un MTC è quella che serve a scaldare i motori, per questo motivo, di tutte le ricette di pan di Spagna proposte da Caris, il nostro validissimo terzo giudice per la sfida di aprile, ho scelto di iniziare da quella di base: il pan di Spagna a freddo di Massari.
Il tocco croccante l'ho ottenuto con la dacquoise al pistacchio.

Torta fragole e pistacchio

Per il pan di Spagna

Uova intere                                       300 g
Zucchero                                           200 g
Farina 170 W                                    150 g
Fecola                                               50 g
Buccia di limone grattugiata
Sale                                                   1 pizzico

Montare lungamente le uova con lo zucchero, la buccia di limone ed il sale, fino a che il composto "scrive". Aggiungere la farina setacciata due volte, mescolando delicatamente. Versare il composto in un anello d'acciaio di 24 cm, imburrato e leggermente infarinato. Infornare a 170-180 gradi per 20-25 minuti.

Per la mousse di fragole

Purea di fragole                             500 g (1 kg fragole intere)
Zucchero                                       200 g   
Panna fresca                                 400 g 
Albumi                                         100 g
Gelatina in fogli                           12 g


Mettere lo zucchero in un pentolino, bagnarlo con cucchiaio d'acqua e cuocerlo fino alla temperatura di 121 gradi. Nel frattempo, montare gli albumi (tenuti prima a temperatura ambiente per un paio d'ore) a neve soda. Quando lo sciroppo di zucchero avrà raggiunto la temperatura richiesta, aggiungerlo a filo agli albumi, continuando a montare con le fruste, fino a che la massa si sarà raffreddata. 
Frullare la fragole (tenerne da parte qualcuna per la decorazione) e passarle al setaccio; pesare 500 g di purea così ottenuta. Mettere a mollo in acqua fredda la gelatina, scolarla e strizzarla; scioglierla in qualche cucchiaiata di purea di fragole scaldata in un pentolino e aggiungerla al resto della purea; mescolare con la meringa italiana e aggiungere il tutto alla panna semimontata.

Per la dacquoise ai pistacchi


Albume                          100 g
Zucchero                       130
Farina di pistacchi         95
Farina di riso                 25
Granella di pistacchi     40 g (+ 60 per la decorazione finale)

Montare a neve soda gli albumi tenuti a t.a. per un paio d'ore. Aggiungere lo zucchero. Con una spatola, incorporare delicatamente le due farine. Mettere la meringa in un sac a poche e formare un cerchio su un foglio di carta forno, poggiato sulla leccarda del forno. Spolverizzare con i 40 g di granella di pistacchi ed infornare a 160 gradi, per 15 minuti. Una volta tolta la dacquoise dal forno, prima che si raffreddi, ritagliarne un cerchio di 22 cm.
                                  


Per la glassa al cioccolato bianco

Panna fresca                      240 g
Glucosio                            240 g
Cioccolato bianco             360 g
Gelatina in fogli                8 g

Mettere i fogli di gelatina in ammollo in acqua fredda. Portare ad ebollizione la panna col glucosio e, fuori dal fuoco, aggiungere il cioccolato tritato e la gelatina ammollata  e strizzata. Frullare col minipimer, cercando di non incorporare aria. Coprire con pellicola a contatto e lasciare in frigo per una notte. Al momento dell'utilizzo, scaldare la glassa al microonde, filtrarla e versarla sul dolce.
Per la glassa, due cose sono importanti:
- filtrarla al colino cinese, finché non ci sono più bolle d'aria
- versarla sulla torta, quando ha una temperatura di circa 35 gradi.

Bagna all'arancello

Liquore d'arancia                  120 g
Zucchero                               120 g
Acqua                                    120 g

Preparare lo sciroppo di acqua e zucchero e, quando sarà freddo, aggiungere il liquore.

Montaggio del dolce

Tagliare trasversalmente il pds a metà e, da una delle due metà, ritagliare un cerchio di 22 cm di diametro. Chiudere il fondo di un cerchio da 24 cm con della pellicola, sigillando accuratamente. Rivestire lateralmente il cerchio con strisce di acetato. Versare sul fondo uno strato di mousse alle fragole e mettere in freezer per qualche minuto (in questa fase, quanto avrei desiderato un abbattitore! perché è necessario contemperare l'esigenza di far rassodare il singolo strato, prima di aggiungerne un altro, col rischio che, se ci si dilunga, la gelatina nella mousse rimanente inizi a "tirare", prima di poter fare tutti gli strati). Levare dal freezer la torta, adagiare sulla mousse di fragole il pds da 22 cm, inzupparlo con la bagna, versarci sopra un altro strato di mousse e rimettere in freezer. Una volta che la mousse si è rassodata, mettere la centro della torta il disco di dacquoise, coprirlo con altra mousse e con il disco di pds da 24 cm, debitamente inzuppato con la bagna. Congelare.
Una volta che la torta si è congelata, capovolgerla su una gratella poggiata su un grande piatto . Scaldare leggermente col phon l'anello di acciaio, in modo da poterlo sfilare agevolmente; rimuovere le strisce di acetato. Versare sulla torta la glassa, iniziando dai bordi e poi spostandosi verso il centro. Prima che la glassa solidifichi, sollevare la torta e far aderire la restante granella di pistacchi al bordo inferiore. Tagliare a fiore una fragola e metterla al centro della torta.

Anche questa torta (tranne una monoporzione che avevo fatto per poterla assaggiare e valutare) ha preso la via dell'ufficio di mio marito, per cui la foto della fetta è stata fatta in tutta fretta al mattino presto. Tra la fretta ed il rimbambimento del risveglio, non mi sono accorta di non aver preso, con la paletta da dolci, lo strato della base, per cui, in questa fetta, si vede solo strato di pds più interno...Stordita è dire poco...




giovedì 9 aprile 2015

Inaffidabilità

Apprezzo molte cose di Luca Montersino: il suo rigore, il suo ordine quando lavora e, soprattutto, la sua capacità didattica. Trovo che sia un insegnante sempre molto chiaro e capace di spiegare la pasticceria (e non solo) anche a chi ne sa davvero poco.
Apprezzo molto meno, invece, le ricette dei suoi libri. Non tutte, sia chiaro, ma è già la seconda volta che mi imbatto in una ricetta sbagliata e lacunosa. La prima volta è stata con questa torta, con la quale avevo dovuto fare più di un aggiustamento, rispetto alle indicazioni presenti nel libro del Nostro. 
Mi è ricapitato con la torta giardino di fragole, preparata per l'ultimo Battesimo
Ancora una volta, si parla di un pan di spagna di riso, di cui non viene data la ricetta. Inoltre, Montersino cede al suo solito "vizio" di includere nella ricetta ingredienti che ti costringono a far la spesa in farmacia, prima ancora che al supermercato. Nessun problema: grazie a lui, c'è una parte della mia dispensa che somiglia in maniera preoccupante al reagentario del mio laboratorio. Mi son quindi portata fino a Milano destrosio ed acido citrico, roba che se mi avessero fermata e mi avessero trovata con questo sacchetto di polverina bianca, avrei avuto qualche difficoltà a spiegare che si trattava di ingredienti per una torta... Il punto, però, è che, secondo me, non erano indispensabili.
Ancora, non vengono date le misure del quadro d'acciaio e nemmeno nessuna indicazione sul numero di porzioni che si ottengono con quelle dosi.
Ma l'errore più grande, in questa ricetta, riguarda le dosi della gelatina: un quantitativo abnorme! Avessi preparato questa torta in un contesto diverso, avrei seguito il mio istinto e avrei ridotto la gelatina, ma, presa com'ero dalle mille cose da fare, non me la sono sentita di sperimentare e rischiare. E ho sbagliato. Perché la torta è venuta molto bella ed anche buona di sapore, ma decisamente un po' gommosa. Tanto è vero che, appena tornata a casa, ho preso un po' di yogurt, ci ho aggiunto solo zucchero e niente destrosio, limoncello, al posto dell'acido citrico e META' della gelatina ed ho ottenuto una gelée allo yogurt infinitamente più  piacevole, ma che comunque non rischiava di spatasciarsi.
Come se non bastasse, nonostante io avessi ridotto di un quarto le dosi da lui indicate, la mousse di fragole era troppa, tant'è che, con quella in esubero, ho riempito una quindicina di bicchierini.
C'è da essere davvero arrabbiati, perché, se io compro un libro di ricette, il minimo che mi possa aspettare, in cambio dei miei soldi, è trovarvi ricette affidabili e riproducibili, altrimenti mi sento turlupinata e di brutto!
Scrivo la ricetta con i cambiamenti che apporterei, nel caso mi trovassi a rifarla.

Torta giardino di fragole (per un quadro da 40x25)

Per il Pan di Spagna

Uova                                   6
Farina                                 150
Zucchero                            180
Buccia di limone

Montare le uova con lo zucchero, per 15-20 minuti.  Aggiungere la buccia grattugiata di un limone. Con una spatola, incorporare delicatamente la farina setacciata. Versare la montata in uno stampo rettangolare 40x25, imburrato ed infarinato. Infornare a 180 gradi per 15-20 minuti.

Per la gelée allo yogurt

Yogurt intero                        750 g
Zucchero                               395 g
Gelatina in fogli                    22,5 g
Limoncello                            2 cucchiai

Mettere a mollo in acqua fredda la gelatina, scolarla e strizzarla. In un pentolino, scaldare una parte dello yogurt e sciogliervi la gelatina. Mescolare allo yogurt, insieme allo zucchero e al limoncello.

Per la mousse di fragole

Fragole                                  1 k
Gelatina in fogli                    12 g
Albumi                                  90 g
Zucchero                               180
Panna fresca                          500 g 

Mettere lo zucchero in un pentolino, bagnarlo con cucchiaio d'acqua e cuocerlo fino alla temperatura di 121 gradi. Nel frattempo, montare gli albumi (tenuti prima a temperatura ambiente per un paio d'ore) a neve soda. Quando lo sciroppo di zucchero avrà raggiunto la temperatura richiesta, aggiungerlo a filo agli albumi, continuando a montare con le fruste, fino a che la massa si sarà raffreddata. La meringa italiana così ottenuta si può preparare anche in anticipo e tenere in freezer.
Frullare la fragole (tenerne da parte qualcuna per la decorazione) e passarle al setaccio; pesare 500 g di purea così ottenuta. Mettere a mollo in acqua fredda la gelatina, scolarla e strizzarla; scioglierla in qualche cucchiaiata di purea di fragole scaldata in un pentolino e aggiungerla al resto della purea; mescolare con la meringa italiana e aggiungere il tutto alla panna semimontata.

Per la bagna al limoncello

Acqua                                120 g
Zucchero                            120 g
Limoncello                         80 g

Preparare lo sciroppo di acqua e zucchero e, quando sarà freddo, aggiungere il liquore.

Montaggio del dolce  

Sigillare il fondo di un quadro d'acciaio con la pellicola. Rivestire i lati del quadro con strisce di acetato. Disporvi alcune fragole, tagliate a rondelle. Versarci sopra la gelée allo yogurt e mettere nel congelatore. Mentre il primo strato si rassoda, preparare la mousse alle fragole. 
Tagliare il pan di Spagna a metà, in senso orizzontale e poggiarlo sopra la gelée di yogurt, ormai rassodata; bagnarlo con la bagna al limoncello. Fare un altro strato con la mousse di fragole e chiudere con il resto del pan di Spagna, sempre inzuppato. Mettere in freezer. Il giorno in cui la torta andrà servita, toglierla dal congelatore, capovolgerla e scaldare leggermente lo stampo con il phon, in modo che possa staccarsi facilmente. Spennellare la superficie del dolce con gelatina neutra, decorare con altre fragole e far scongelare in frigo, fino al momento del servizio.


                      

martedì 7 aprile 2015

Crescita zero


Fosse per i miei nipoti, il problema (posto che sia tale e ci sarebbe da discutere...) della scarsa natalità nel nostro Paese sarebbe bello e che risolto. Mi ritrovo, infatti, con una pletora di pronipotini e, come sa chi mi segue da un po', io son quella che si occupa, con grande piacere, di preparare i buffet per i loro Battesimi (ed anche qualche compleanno).
La settimana prima di Pasqua, c'è stato il Battesimo del terzo figlio di uno dei miei nipoti e, come al solito, mi sono trasferita a Milano per una full immersion di tre giorni in cucina e negli affetti familiari.


Questo il menu:

Sandwich sushi

Dolci

Semifreddo al caffè
Semifreddo alla nocciola
Torta giardino di fragole

Come vedete, si tratta, per lo più, di preparazioni che avevo già pubblicato. Fondamentale, al solito, è stata l'organizzazione.
Il primo giorno, ho preparato i panini e li ho congelati, preparato i gusci di brisè per le crostatine di tagliolini (conservati, poi, in scatole di latta) la brisè per le torte salate (avvolta in pellicola e conservata in frigo), preparato la corona, l'ho cotta e congelata, preparato i boeri.
Il secondo giornocotto i piselli, ho cotto le torte salate, ho preparato il sugo per i tagliolini,  fatto i brownies ed i semifreddi e la torta, che è stata congelata.
Il terzo giorno, per prima cosa, ho tirato fuori dal freezer corona, panini e torta, ho fatto le cervellatine in crosta, l'insalata di pollo per farcire i panini, fatto gli yo-yo alle arachidi, riempito i gusci di brisè con i tagliolini.
Ho fatto tesoro dell'ultimo MTC, riproponendo la crostata di tagliolini, versione finger food e la torta mediterranea, quest'ultima con i pomodorini, al posto della gelè di pomodoro. Inoltre, poiché mi erano avanzati parecchi piselli, ho fatto un'altra quiche con piselli, parmigiano e pancetta. 
La corona era farcita con carciofi, caciocavallo e prosciutto cotto.
I sandwich sushi li ho fatto con del pancarrè spalmato con maionese, a cui avevo mescolato del wasabi e usando, come farcitura, sottili fettine di tonno e salmone crudi e, ovviamente, preventivamente abbattuti.
Sono stata molto soddisfatta del risultato, anche se son rimasta col dubbio di non aver preparato abbastanza, vista la velocità con cui è sparito tutto. In particolare, credo che, se avessi fatto 120 crostatine di tagliolini, anziché 60, sarebbero finite comunque...

Semifreddi

Panna fresca                400 g
Latte condensato         370 g

Questi semifreddi sono semplicissimi: basta montare la panna ben fredda e aggiungervi, delicatamente, il gusto prescelto (nel mio caso, pasta di nocciole e caffè solubile) ed il latte condensato. Di solito, aggiungo anche un liquore, che contribuisce a mantenerli ancora più morbidi, ma. in questa occasione, pensando che c'erano dei bambini, ho evitato. 
La torta giardino di fragole merita un post a parte...            










martedì 24 marzo 2015

Torteggiando

Davvero questo MTC sulle torte salate ha aperto un mondo di infinite possibilità. E con gran rammarico, quindi, che, con le due torte presenti in questo post, io mi debba fermare, ma, questo prossimo sabato, ho il Battesimo di un nipotino e dovrò dedicarmi al buffet. Avevo accarezzato l'idea di preparare altre due torte proprio in quella occasione, ma, coincidendo il giorno della festa con l'ultimo giorno di gara, mi son resa conto che non avrei avuto né il tempo, né le forze per scrivere il post. Tuttavia, l' MTC non sarà del tutto assente da quel buffet, visto che, con mia nipote, abbiamo scelto di proporre agli ospiti, tra le altre cose, un paio delle mie torte in gara.
Della prima ho fatto una monoporzione, perché, essendoci il cavolfiore, se l'avessi presentata al consorte, sarebbe scappato di casa, invocando Padre Amorth... Ma l'abbinamento cavolfiore/mandorle mi piaceva troppo per rinunciarvi. Ad ogni modo, le dosi che indico nella ricetta, sono, però, per una torta da 24 cm.

Torta frangipane con cavolfiore

Cavolfiore                                      1
Farina di mandorle                        100 g
Burro                                             100 g
Maizena                                         30 g
Uovo                                              1
Olio evo                                         1 cucchiaio
Aglio                                              1 spicchio
Semi di cumino                             2 cucchiaini
Lamelle di mandorle                    80 g
Albume                                         1
Sale

Dividere il cavolfiore in cimette e lessarle in acqua bollente salata.
Rosolare nell'olio l'aglio ed i semi di cumino; aggiungere le cimette di cavolfiore e farle cuocere a fuoco vivace per qualche minuto, in modo che si insaporiscano.
Preparare la pasta brisè, foderare con essa una teglia da 24 cm e procedere con la cottura in bianco, come descritto da Flavia.
Nel frattempo, preparare la crema frangipane, mescolando la farina di mandorle e la maizena con l'uovo ed il burro ammorbidito. Salare.
Levare dal forno il guscio di brisè, versarci il cavolfiore e coprire con la crema frangipane. Infornare a 180 gradi per 20 minuti.  Qualche minuto prima della fine della cottura, spennellare la superficie della torta con un po' di albume leggermente sbattuto e distribuirci sopra le lamelle di mandorle. Rimettere in forno, fino a quando la mandorle appariranno leggermente tostate. 












La seconda, invece, ha dei gusti molto mediterranei e ci piaciuta tantissimo. Peccato che fosse più buona da mangiare che bella a vedersi... Però, questa è una di quelle che rifarò al Battesimo e conto di migliorare un po' l'estetica.

Torta mediterranea (stampo 20x20)

Ricotta                              250 g
Olive di Gaeta                  80 g
Capperi                             40 g
Albume                             1
Passata di pomodoro        250 g
Gelatina                            1 foglio
Olio evo                            1 cucchiaio
Aglio                                1 spicchio
Sale

Preparare la brisè, aggiungendo all'impasto un cucchiaio e mezzo di origano (sembra tanto, ma ci vuole). Rivestire la tortiera e procedere con la cottura in bianco.
Nel frattempo, lavorare la ricotta con l'albume e aggiungervi le olive snocciolate ed i capperi dissalati (niente capperi sottaceto, mi raccomando). Salare moderatamente. Versare il composto nel guscio di brisè e rimettere in forno per 15 minuti. 
Mentre al torta cuoce, preparare una salsa rosolando lo spicchio d'aglio nell'olio, al quale andrà aggiunta la passata di pomodoro. Mettere a mollo in acqua fredda la gelatina, strizzarla ed aggiungerla alla salsa di pomodoro un po' intiepidita.  Sfornare la torta e versarci sopra la gelè di pomodoro.








martedì 17 marzo 2015

Variabilità

Quando si partecipa all' MTC, non si dovrebbe andare a guardare cosa preparano gli altri partecipanti, perché è inevitabile che capiti di avere un'idea simile a quella avuta da un altro dei partecipanti. Tuttavia, a meno di un black out di tutti i social, è praticamente impossibile non essere informati di quello che "combinano" gli altri concorrenti. E, comunque, due preparazioni potranno avere un'ispirazione comune, impiegare lo stesso ingrediente, ma non saranno mai identiche. Per questo motivo, anche se le torte salate di Chiara a Valeria hanno diverse somiglianze con la mia terza proposta, la pubblico senza scoraggiarmi.
P.S.
Questa torta ha preso il volo, diretta all'ufficio di mio marito. Io mi aspettavo che la mangiassero a pranzo, ma ho saputo che, alle 11,30, era già stata spazzolata via e, quando sono uscita da lezione, ho trovato WhatsApp intasato da messaggi di entusiastico apprezzamento. So' soddisfazioni... 

Torta con patate e salmone

La brisè è, ovviamente, quella di Roux proposta da Flavia, solo che io ho aggiunto all'impasto un cucchiaio ben colmo di erba cipollina tritata del mio orto urbano. Stendere la brisè nella teglia e cuocerla in bianco, come descritto nel post di Flavia. 

Per il ripieno

Patate                             500 g
Salmone affumicato      150 g
Creme fraiche                250 ml
Uova                              2
Senape al pepe verde    1 cucchiaio
Sale

Sbucciare le patate e affettarle con la mandolina ad uno spessore di circa 2 mm (magari evitando di affettarsi anche un'unghia e un po' polpastrello, come ho fatto io...). Tuffare le patate in acqua bollente salata per circa 3 minuti, dopodiché scolarle.
Preparare l'appareil, sbattendo, in una ciotola, le uova, con la creme fraiche e la senape; salare con moderazione.
Disporre, sul fondo del guscio cotto in bianco metà delle patate, distribuirvi sopra il salmone tagliato a striscioline e parte dell' appareil. Coprire col resto delle patate e versare sul tutto l'appareil avanzato.
Infornare a 180 gradi per circa 30 minuti.








lunedì 16 marzo 2015

Serendipity


Magari serendipity è una parola grossa, da riservare a scoperte "serie". Come quando Alexander Fleming notò che, nelle capsule Petri dove si era formata della muffa, le colonie batteriche non crescevano più e così scoprì la pennicillina. Certo, l'evento accidentale da solo non basta, bisogna saper vedere cosa l'evento ci sta indicando. Se Fleming non avesse avuto una grande mente, anziché scoprire gli antibiotici, sarebbe rimasto solo uno sciattone che non puliva la vetreria...
Non voglio, quindi, minimamente paragonarmi a simili esempi, ma sta di fatto che la mia seconda torta salata per l' MTC è nata un po' per caso. Quando ho fatto la crostata di tagliolini, domenica scorsa, mi era avanzata un po' di brisè e così ho deciso di fare una tortina monoporzione, da portarmi a lavoro il giorno dopo. Dal momento che non l'avevo programmata, mi son messa a frugare nel frigo, per vedere cosa potevo metterci dentro. A dispetto della mancata programmazione, è venuto fuori qualcosa di molto gradevole ed equilibrato. In particolare, mi è piaciuto quel po' di croccantezza che rimane nelle zucchine, che vengono messe nel guscio di pasta praticamente da crude. Le dosi sono minime, perché adeguate ad una monoporzione.

Torta salata con zucchine e crescenza

Zucchine piccole                      5
Crescenza                                 50 g
Uovo                                        1/2
Latte                                       30 ml  
Sale
Pepe nero di mulinello       

Spuntare le zucchine, lavarle e grattugiarle con una grattugia a fori larghi. Mettere le zucchine in un colapasta, salarle e lasciarle a perdere acqua per un paio d'ore. 
Rivestire uno stampo da 13 cm di diametro con la favolosa brisè propostaci da Flavia. Bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta, coprire con  carta forno, sulla quale andranno distribuiti i pesini di ceramica. Cuocere in bianco il guscio di pasta, infornandoo a 160 gradi, per 15 minuti.
Trascorso questo tempo, strizzare le zucchine, metterle nel guscio di brisè e distribuirvi sopra la crescenza a fiocchetti. Sbattere l'uovo con il latte, sale  e pepe e versarlo sulla torta. Infornare nuovamente per altri 15 minuti a 180 gradi.