mercoledì 19 luglio 2017

Cake ai peperoncini verdi

Il mio orticello urbano produce una gran quantità di peperoncini verdi, come è possibile vedere da questa foto


Al consorte piacciono molto, per fortuna, perché io, invece, non li amo troppo, li trovo troppo amarognoli per i miei gusti. Tuttavia, l'anno scorso, mi ero appuntata questa ricetta, trovata in uno dei gruppi Facebook a cui sono iscritta. L'autrice è Ornella Lara Pasquariello, una persona che non rientra tra le mie frequentazioni di cuoche virtuali, ma alla quale sono comunque grata, perché questa ricetta è piaciuta molto anche a me, forse perché la dolcezza della cipolla va a mitigare l'amaro dei peperoncini. Io amo molto i cake salati, perchè sono versatili e, per un buffet o un pic nic sono perfetti e questo è davvero molto particolare.
Riporto la ricetta così come è stata scritta dalla sua autrice. Io ho dimezzato le dosi e, in effetti, lo stampo  (21x12x8) è risultato un po' grande per la quantità d'impasto, ma poco male.

 Ingredienti:

200 gr farina bianca 00(io semola rimacinata);
100 gr farina integrale;
100 gr ricotta o yogurt naturale;
250 gr peperoni verdi dolci (già cotti, circa 450 gr di freschi);
1 mazzo di cipollotti freschi;
3 bocconcini di fior di latte o formaggio fondente;
90 gr tra pecorino e grana grattugiati;
250 ml latte;
2 uova;
3 cucchiai olio extra vergine di oliva,
+ altri 4 per cuocere le verdure;
1 bustina lievito per torte salate;
sale e pepe macinato fresco.

Preparazione:

Innanzitutto preparate i friggitelli.
Lavateli e mondateli togliendo la calottina superiore e asportando la parte bianca e i semi, poi fateli a rondelle di mezzo centimetro e saltateli in una padella antiaderente con due cucchiai d’olio e un pizzico di sale, mescolando spesso. 
Non cuoceteli troppo: appena sono morbidi ma ancora croccanti, metteteli da parte.
Lavate e mondate i cipollotti, tagliateli a rondelline sottili – parte verde compresa – e saltateli in padella con 2 cucchiai d’olio e un po’ di sale, finchè non sono trasparenti.
Accendete il forno a 180° e foderate di carta forno uno stampo da cake.
Mescolate in una ciotola le farine, il pecorino, il lievito setacciato e una generosa macinata di pepe. 
A parte sbattete le uova, poi aggiungetevi la ricotta, il latte e l’olio e – quando il tutto sarà omogeneo – le verdure.
Versate il mix di ingredienti umidi nella ciotola con gli ingredienti asciutti e amalgamate bene senza lavorare troppo: il composto deve essere un po’ granuloso, come quello dei muffins.
Rovesciate l’impasto nello stampo, livellatelo senza troppa precisione e infornatelo per 45-50 minuti (o fin quando lo vedete ben dorato in superficie). 
Fatelo raffreddare su una gratella e servitelo a fette 



lunedì 17 luglio 2017

Fresca e dissetante

Cosa rappresenta di più l'estate di una bella fetta di anguria gelata? Da noi si dice che, con l'anguria, "mangi, bevi e ti lavi la faccia". Questo frutto, però, si presta anche a varie preparazioni, su tutte, il famoso gelo di melone siciliano. 
Io ve la propongo in una versione alcoolica, molto semplice, ma di sicuro effetto, un piccolo "coup de theatre" che non mancherà di meravigliare i vostri ospiti, durante una cena o un aperitivo in terrazza.

Ingredienti

Anguria                          1 e 1/2
Vodka                             1 bottiglia

Tagliare una calotta all'anguria e, con un cucchiaio, scavarne via tutta la polpa. Aggiungere la polpa dell'altra mezza anguria e passare al passaverdura, per estrarne il succo e separare i semi. In alternativa, si possono prima levare tutti i semi e poi frullare la polpa, ma è un po' più laborioso. Nel caso l'anguria non fosse particolarmente dolce, aggiungere un po' di zucchero. Mescolare il succo con la vodka e aggiungere dei cubetti di ghiaccio. 
Dalla parte opposta a quella dove è stata asportata la calotta, tagliare una piccola fetta, in modo da creare una base che permetta all'anguria di stare in piedi. Con un coppapasta, praticare un buco 2-3 dita sopra la base ed infilarvi un rubinetto a spina.


Questo è il mio contributo alla giornata che il Calendario del cibo italiano dedica all'anguria.


lunedì 10 luglio 2017

Sardegna chiama Sicilia

A questo punto dell'anno, la voglia di Sardegna è altissima. E, allora, mentre il conto alla rovescia dei giorni che mi separano dalla partenza procede, mi consolo preparando uno dei piatti tipici di quell'isola meravigliosa: la fregula. 
Sul sito del Calendario del cibo italiano, troverete tutto quello che c'è da sapere sulle origini di questa preparazione e sulle sue strette parentele con preparzioni simili, in primis il cuscus. Per questo, anche se in loco l'ho sempre mangiata con le arselle, per questo mio contibuto sono andata a cercare ispirazione nell'altra grande isola del Mediterraneo: la Sicilia, dove il cuscus è talmente di casa che, ogni anno, a S. Vito lo Capo si celebra un Festival a lui dedicato. In particolare, mi sono rifatta al cuscus tostato e al pesto Ballarò dello chef Marcello Valentino.

Sa Fregula con pesto Ballarò

Per il pesto:

3 grossi mazzi di basilico
12 foglie di menta
un cucchiaio di scorza grattugiata di limone
50g di mandorle tostate
10 pomodorini Pachino
20g di pecorino semi-stagionato grattugiato
4 cucchiai di olio extravergine di oliva 
3 cubetti di ghiaccio
sale q.b.
peperoncino fresco q.b.

Preparazione:
Con un robot da cucina frullare tutti gli ingredienti, fino ad ottenere una salsa abbastanza liscia e densa. 

Per la fregula

Fregula                     200 g
Cipolla                     1
Carote                      2
Sedano                     1 gambo
Sale

Con verdure preparare un brodo. In una casseruola larga, tostare la fregula fino a che sarà diventata bionda. Aggiungere un mestolo di brodo caldo e proseguire la cottura come si fa per un risotto. Condire con il pesto.



sabato 8 luglio 2017

Insalata di riso

Le insalate di riso e di pasta sono tra i piatti estivi per eccellenza, eppure non tutti le amano. E con giusta ragione, visto che, molto spesso, ci si trova davanti dei mappazzoni terribili. 
Io, ad esempio, non amo le insalate di pasta, trovo che il riso si presti molto meglio ad amalgamarsi con i vari ingredienti che si possono aggiungere. Per contro, a mio marito, non piace l'insalata di riso classica, quella con sottaceti e/o sottoli, wurstel, formaggio e chi più ne ha, più ne metta (è il caso di dire). Insomma, provare a partecipare alla giornata che il Calendario del cibo dedica a questi pilastri dei pranzi e delle cene estivi è stata un po' una quadratura del cerchio. Però, alla fine, sono andata sul sicuro, preparando un'insalata di riso con le verdure che il consorte ama di più.

Insalata di riso

Riso Arborio                                     300 g
Melanzane medie                              3
Zucchine medie                                 6
Peperoncini verdi                              12
Pomodori datterini                            4
Bebè di Sorrento affumicato            200 g
Olio evo
Olio per friggere
Basilico
Sale

Lessare il riso in acqua salata e scolarlo piuttosto al dente. Stenderlo su un largo vassoio rivestito da un canovaccio pulito e far raffreddare. NON sciacquare assolutamente il riso con acqua fredda.
Tagliare le melanzane e le zucchine a cubetti: tagliare i peperoncini a listerelle. Friggere le verdure separatamente in olio caldo. Tamponare le verdure fritte con carta da cucina e unirle al riso. Mescolare le verdure al riso, aggiungere un filo di olio evo (poco, perché le verdure sono fritte), il bebè di Sorrento (si tratta di un caciocavallo molto poco stagionato) tagliato a dadini e guarnire con i pomodorini ed il basilico. Tenere in frigo per qualche ora e tirarlo fuori una mezz'ora prima di servirlo.





venerdì 7 luglio 2017

Sapore di casa

Quando ho letto che, nel Calendario del cibo italiano, la giornata dedicata al cioccolato sarebbe caduta il 7 di luglio, ho pensato che non fosse una grande idea, viste le difficoltà che comporta lavorare quell'ingrediente col caldo di questo periodo. Poi, mi è stato spiegato che il 7 luglio è il giorno in cui è stata inventata la tavoletta di cioccolato. In Inghilterra. E questo spiega molte cose, ovviamente.
Sta di fatto, però, che io vivo a queste latitudini afose ed ho dovuto scartare qualsiasi contributo che comportasse il temperaggio del cioccolato. Poco male: ho attinto ancora una volta al quaderno della mia mamma, recuperando una ricetta povera, di recupero, ma di quelle che sanno di casa: il budino di pane. Povera si, ma impreziosita da questa golosissima salsa, che mi era avanzata dalla preparazione del gelato.

Budino di pane e cioccolato

Latte                                 500 ml
Pane raffermo                  200 g   
Zucchero                          80 g + 1 cucchiaio colmo
Cioccolato fondente         70 g
Granella di nocciole         60 g
Burro                                30 g
Uova                                 2

Mettere in una casseruola il latte, il burro, lo zucchero ed il cioccolato tritato. Portare sul fuoco e mescolare fino a che tutto sia ben disciolto. Tagliare il pane a cubetti (con la crosta) e metterlo in una ciotola; versarci sopra il composto di latte e cioccolato. Battere le uova ed unirle al resto. Aggiungere la granella di nocciole, mescolare e lasciar riposare per 15 minuti. A questo punto, riprendere a mescolare, in modo che il pane inzuppato formi un composto omogeneo.  Prendere uno stampo da budino,  versarci il cucchiaio di zucchero e farlo caramellare, girandolo affinchè il caramello rivsta anche le pareti.  Versare il composto di pane nello stampo e cuocere a bagnomaria nel forno a 180 gradi, per circa 20-25 minuti. Servire accompagnandolo con la salsa o semplicemente con della panna montata . 


               

lunedì 3 luglio 2017

Troppo buoni

Questo post avrebbe dovuto essere intitolato "A colpo sicuro", con riferimento al fatto che le ricette de La Cucina Italiana (la mia alma mater in fatto di riviste di cucina), per consenso unanime, riescono sempre, anche al primo tentativo. Purtroppo, stavolta, così non è stato, sicuramente per colpa mia, che ho forse fatto cuocere troppo le melanzane in forno, per cui non sono riuscite a frullarle e ad aggiungerle all'impasto degli gnocchi. Ho quindi deciso  di fare degli gnocchi "normali" e di mettere le melanzane a pezzi nel sugo. Tuttavia, al momento di impiattare, ho assaggiato gli gnocchi e li ho trovati così buoni che mi è sembrato un peccato non condividerli. Ho quindi afferrato al volo il cellulare ed ho scattato. La conseguenza è che la foto è pure peggio del solito, ma, se proverete a rifarli, mi perdonerete. Lo so, melanzane e lupini (vongole nella ricetta originaria, ma io non le amo troppo) può sembrare uno strano abbinamento, ma vi assicuro che è strepitoso.

Gnocchi con melanzane e lupini.

Patate                               400 g
Farina                              120 g
Lupini                              250 g
Melanzane medie            400 g
Pomodori datterini          300 g
Olio evo                          2 cucchiai + 1 cucchiaino
Vino bianco secco           100 ml
Cipolla                            1/2
Aglio                               1 spicchio
Origano
Sale   

Cuocere le patate a vapore, sbucciarle e schiacciarle col passapatate direttamente sulla spianatoia. Aggiungere la farina e, appena le patate si saranno intiepidite, impastare velocemente. Formare dei cordoncini d'impasto grossi quanto un dito e tagliare dei cilindretti    di circa 2 centimetri. Volendo, si possono incavare e rigare passandoli sul dorso di una forchetta, ma non è strettamente necessario.
Sbucciare le melanzane, tagliarle a metà e praticare su ogni metà dei tagli incrociati: cospargere di sale ed origano, irrorare con un filo d'olio ed infornare a 200 gradi, finchè saranno cotte. 
In una padella, far aprire i lupini a fuoco vivo con il vino, sgusciarli e tenerli da parte. Far restringere il liquido di cottura dei molluschi, fino a che si sarà ridotto della metà.
Tritare l'aglio con la cipolla e farli rosolare dolcemente nei due cucchiai di olio. Aggiungere le melanzane tagliate in pezzi e i pomodorini tagliati a metà; cuocere velocemente, sfumando con il liquido dei lupini, avendo cura di non far restringere troppo il sughetto.
Lessare gli gnocchi in acqua bollente salata e, appena vengono a galla, raccoglierli con una schiumarola, trasferendoli nella padella col sugo. Saltarli rapidamente e servirli guarniti con qualche pomodorino tagliato a metà e qualche foglia di basilico. Nella ricetta originale, si consigliava di tagliare a julienne la buccia delle melanzane, friggerla ed usarla per decorare il piatto, ma io ho saltato questo passaggio.