giovedì 22 marzo 2018

E' ancora tempo di zuppe

Il Keep Calm & What's For Dinner è una delle tante idee geniali, scaturite dall'MTC: una ricetta al giorno, che sia veloce per venire incontro alle vite frenetiche che conduciamo e, nello stesso tempo, originale, in modo da spezzare la monotonia. Sono ricette molto invoglianti, che, spesso, si arricchiscono dei contributi di cucine di altri Paesi, cosa perfettamente in linea con il nostro mondo globalizzato. 
Quando le leggo, mi vien voglia di rifarle tutte, ma, poi, finisce che, tra  sfida MTC, club del 27, Calendario del cibo italiano ed i miei contributi al keep calm, non mi resti il tempo per sperimentare altro. Stavolta, però, ci sono riuscita, rifacendo questa zuppa colorata e saporita, perfetta per questa primavera che non ne vuole ancora sapere di arrivare.

ZUPPA DI CAROTE, PATATE DOLCI E COCCO (di Laura Bertolini)

3 carote
1 patata dolce
1 cipolla
1 cucchiaio di zenzero grattugiato

250 ml di latte di cocco
250 ml di brodo vegetale
1 filo di olio d'oliva
sale e pepe

Mondate e tagliate finemente la cipolla; mettetela a soffriggere in una casseruola con un filo d’olio d’oliva. Pulite le carote e la patata dolce, tagliatele a pezzetti ed unitele alla cipolla. Aggiungete lo zenzero fresco grattugiato, salate e pepate leggermente.  Unire il brodo ed il latte di cocco. Lasciate cuocere per circa 15 minuti. Togliete dal fuoco il tutto e frullate con un frullatore ad immersione. Servite la zuppa calda o tiepida. 


venerdì 16 marzo 2018

Five o'clock

Io sono una persona pratica, una che preferisce l'informale al formale, le tovaglie di cotone a quelle di lino ricamate a mano, insomma, di base, sono la persona meno adatta ad interpretare un rito come quello dell' English afternoon tea. Persino il mio servizio da tè ha un'origine alquanto particolare. Dal momento che anche il mio matrimonio è stato assolutamente anomalo - mio marito, io e i testimoni siamo andati una mattina in Comune e, dopo, tutti e quattro al bar a far colazione - non ho ricevuto i classici regali da matrimonio, quindi, un servizio da tè, all'inizio, non lo possedevo. L'anno dopo, andammo a fare un giro della Cornovaglia e nelle camere dei B&B e  delle Manor Houses dove ci fermammo a dormire,  trovavamo sempre, come è uso in UK, il necessario per fare il tè: bollitore, due tazze e un assortimento di bustine di filtri. Le tazze erano quasi sempre le stesse e mi piacevano molto, per cui mi misi alla loro ricerca, pensando che, se erano così diffuse, avrei potuto facilmente acquistarle. E, invece, niente, non ci fu verso di trovarle. L'ultima sera, a Londra, presi una decisione drastica e si, lo ammetto, rubai le due tazze che erano a disposizione. Passarono altri due, tre anni e, finalmente, a Parigi, trovai le famose tazze e potei comprarne altre 4 e disporre di un servizio da tè degno di questo nome. 
Quindi, alla fine, le tazze ce le avevo, le teiere (per il tè e per l'acqua) pure, non avevo scuse per non partecipare. E nemmeno le volevo cercare le scuse, visto che Valeria Caracciolo è, tra i tanti partecpanti all'MTC, una di quelle che mi è più care, perché è mia conterranea, perché la conosco personalmente e, addirittura, in un paio di occasioni, abbiamo cucinato insieme. Per non parlare di quanto, in questi anni, sia diventata sempre più brava, arrivando a vincere, con grandissimo merito, la sfida sull'affumicatura.
Dovendo scegliere due categorie di accompagnamenti per il tè, mi sono orientata su biscotti e sandwich. Ho avuto qualche esitazione nell'usare l'avocado, ma ho pensato che, con tutta la storia dell'Impero alle spalle, certi prodotti esotici sono arrivati sulle tavole inglesi molto prima che da noi, diventando parte integrante delle loro tradizioni. Jamie Oliver ci ha fatto addirittura una trasmissione sul fatto che la cucina britannica, anche quella più tradizionale, è frutto di contaminazioni. E se, poi, l'uso di questo frutto dovesse essere considerato eretico, pazienza, perché questa maionese di avocado è stata una scoperta preziosa, così buona da dare carattere anche a dei pomodori, che, in questa stagione, non sono certo il massimo.
E, per il té, mi sono recata in un delizioso negozietto, che vende solo té ed accessori per prepararlo. C'era davvero l'imbarazzo della scelta, ma, alla fine, ho preso questo, conquistata dal suo profumo.




Short Bread al limone (Roberta Cornali)


SHORTBREAD AL LIMONE 


120 g di burro morbido
220 g di zucchero bianco
1 uovo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
250 g di farina
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaio di scorza di limone grattugiata fine
Per il ripieno:
100 g di cranberries disidratati
1 cucchiaio di zucchero
Fare prima il ripieno: mettere i cranberries, le amarene, insieme ad un cucchiaio del loro sciroppo e lo zucchero nel mixer e tritare fino a formare una pasta non troppo fine. Versarla in una piccola casseruola, portare a bollore e cuocere per due minuti, mescolando continuamente. Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare completamente.
Per fare i biscotti, montare il burro con lo zucchero, con uno sbattitore elettrico a bassa velocità per 4 minuti.
Unire l'uovo e la vaniglia e amalgamare bene. Aggiungere la farina, il lievito e la scorza di limone.
Dividere l'impasto in due parti uguali e mettere ciascuna delle due parti tra due fogli di carta da forno. Stenderla fino a formare due rettangoli di 16x22 cm, misurandoli con un righello, per essere sicuri che siano della giusta misura e uguali tra loro. Disporli poi su di un vassoio e riporli nel congelatore per mezz'ora o fino a indurimento.
Spalmare il composto di frutta su uno dei due rettangoli e ricoprire con l'altro. Avvolgere poi con pellicola e congelare per un'altra ora.
Accendere il forno a 180 gradi, con un coltello affilato rifilare i bordi dei rettangoli. Con un coppapasta quadrato, tagliare i biscotti.
Cuocere per 10/15 minuti, o finché appena dorati.

Lasciarli raffreddare sulla teglia.



Occhi di bue maculati

200 g                                Farina 00

100 + 20 g + 10               Burro
Zucchero                          80 g
Tuorli                                2
Gelatina di albicocche     1-2 cucchiai
Cacao                               2 cucchiaini
Estratto di vaniglia            1 cucchiaino
Sale                                  1 pizzico

Sabbiare la farina con 100 g di burro a pezzetti, il sale e lo zucchero; aggiungere i tuorli, l'estratto di vaniglia ed impastare velocemente. Dividere l'impasto in due e metterne da parte una metà. Unire all'impasto restante gli altri 20 g di burro ed un cucchiaino di cacao. Dividere ancora in due l'impasto e metterne da parte una metà. Aggiungere alla metà di impasto restante l'altro cucchiaino di cacao, i 10 g di burro ed impastare. Avvolgere i tre panetti di pasta frolla nella pellicola e tenerli in frigo per 1 ora. Trascorso questo tempo, tirarli fuori e stendere una parte di ciascun impasto col matterello; ritagliare dei dischi  con un coppapasta da 4 cm. Prendere l'impasto bianco e distribuirci sopra dei "pois" dei due impasti al cioccolato; stendere col matterello e ricavare degli anelli, sempre di 4 cm. Prendere l'impasto al cioccolato scuro e distriburci sopra dei "pois" di impasto bianco e d'impasto al cioccolato chiaro; stendere col matterello e ritagliare altri anelli da 4 cm, fino ad avere tanti anelli quanti sono i dischi di pasta frolla. Cuocere a 180 gradi per circa 10 minuti. Aspettare che i biscotti si freddino completamente, quindi spalmare un velo di gelatina di albicocche (preparata come descritto qui) su ogni disco ed accoppiarlo ad un anello, assortendo i colori. Riempire il buco centrale con altra gelatina.

Tuiles all'arancia

70 ml                            Succo d'arancia
50 ml                            Grand Marnier
250 g                            Zucchero
200 g                            Granella di mandorle
100 g                            Burro fuso freddo
125 g                            Farina 00
1                                   Albume
Scorza grattugiata di un'arancia

Mesolare in una ciotola il succo e la scorza grattugiata di un'arancia con il liquore e lo zucchero. Unire il burro fuso, la farina, la granella di mandorle e la farina. Amalagamare bene il tutto. Rivestire di carta forno due teglie e distribuirci sopra piccole quantità d'impasto, ben distanziate tra loro. Col dorso di un cucchiaino ripetutamente inumidito in una tazzina d'acqua, allargare l'impasto, formando dei dischi sottili di circa 3-4 cm di diametro (in cottura si allargheranno). Cuocere a 190 gradi, una teglia alla volta, fino a che iniziano a dorarsi (circa 10 minuti). Appena sfornati e prima che si raffreddino, poggiare ciascun disco su un matterello (o anche sul cilindro di cartone che c'è all'interno dei rotoli di carta da cucina, rivestito di carta forno), in modo che assumano la forma a tegola. Una volta che si siano ben raffreddate, conservare in una scatola di latta ben chiusa, perchè sono altamente igroscopiche e, se lasciate all'aria, perdono la croccantezza.

Sandwich avocado e pomodoro

6 fette                                  Pancarrè ai cereali
1/2                                       Avocado
25 ml                                   Olio
1/2                                       Limone
2                                          Pomodori ramati
                                            Sale   
                                                            
Levare la crosta alle fette di pancarrè e, da ogni fetta, tagliare due rettangoli di circa 8x2 cm. Sbucciare l'avocado e tagliarne a pezzi una metà; metterlo nel bicchiere del frullatore ad immersione col succo del mezzo limone ed il sale. Iniziare a frullare, aggiungendo a filo l'olio, come si fa per una maionese. Tagliare il pomodoro a fette e, da ogni fetta, ritagliare dei rettangoli della stessa dimensione di quelli di pan carrè. Spalmare la maionese di avocado su metà delle fettine di pane, disporci sopra i rettangoli di pomodoro e chiudere con le fettine di pane rimanenti.











mercoledì 14 marzo 2018

Trippa super

Tempo fa, ho partecipato al contest Quinto Quarto Revolution, con questa ricetta e sono risultata tra i vincitori. Il premio è stato questo libro





una vera miniera di idee per cucinare in maniera creativa quelle parti di animale che, oggi, sono spesso neglette, ma, in passato, sono state una fonte importante di proteine nobili per gli strati più poveri della popolazione. Ma, con le ricette di Romanelli, si preparano piatti degni di un re!
Nella giornata che il Calendario del cibo italiano dedica alla trippa, non poteva quindi mancare un'intervista a questo giornalista gastronomo, che tanto approfonditamente ha studiato le frattaglie. Noi blogger, invece, ci siamo impegnate nel preparare una delle ricette del suo libro.

Mousse di trippa all'erba cipollina (x6)

Trippa                      400 g
Albumi                     2
Panna fresca           1 dl
Burro                       30 g
Basilico                   1 mazzetto
Prezzemolo             1        "
Sale


Pulire e lavare la trippa, dividerla a pezzetti e metterla in un mixer dotato di lama metallica. Aggiungere basilico e prezzemolo e frullare a lungo. Quando il composto sarà ben liscio ed omogeneo, passarlo al setaccio (io ho saltato questo passaggio e non mi sembra che la preparazione ne abbia risentito), unire l' albume, il sale e far amalgamare il tutto. Unire la panna ed il secondo albume. Distribuire il composto in 6 stampini di alluminio mono porzione ben imburrati (oppure in un unico stampo rettangolare). Cuocere in forno a bagnomaria a 150 gradi.

Per la salsa

Burro                           100 g
Tuorli                           2
Erba cipollina              1 mazzetto
Scorza di limone
Sale

Montare i tuorli a bagnomaria, unire a goccia il burro fuso, quasi fosse una maionese e, appena la salsa apparirà ben montata e soda, la buccia grattugiata di un limone. Regolare di sale e aggiungere l'erba cipollina tritata. Sformare le mousse e servirle accompagnate dalla salsa tiepida.






martedì 27 febbraio 2018

Il mio Cuban Sandwich per il club del 27

Questo mese, il Club del 27 esplora un libro pubblicato da House & Gardens, dedicato alle cotture lente, dal titolo "Wonder pot".
Da quando sono proprietaria di una slow cooker, mi sono letteralmente innamorata di questo tipo di cottura, che, non solo è comodissima, ma conferisce alle carni una morbidezza speciale. Anche se, ovviamente, funziona benissimo anche con altre preparazioni.
Tra le tante ricette proposte, ho scelto il cuban sandwich, per quel tocco esotico che mi attira sempre. Peccato che gli avocado, qui, difficilmente si trovino al punto giusto di maturazione.
Riporto le dosi così come sono indicate nella ricetta originale, ma io ho aumentato la quantità di alcune spezie (indicate in rosso), partendo dal presupposto che le spezie esotiche, quando arrivano da noi, sono vecchiotte e poco profumate. Bene ho fatto, perché, altrimenti, non si sarebbero proprio sentite.
Per i panini, ho fatto ricorso alla mia collaudatissima pasta da rosticceria.

Cuban Sandwich

Origano                           1 cucchiaino
Cumino                            1 cucchiaino (1,5)
Sale                                 1/2 cucchiaino
Pepe nero                        1/2  cucchiaino
Allspice                            1/8 cucchiaino (2)
Spalla di manzo               700 g
Cipolle                              2
Olio evo                           1 cucchiaio
Aglio                                4 spicchi tritati
Succo d'arancia               1/4 di tazza
Succo di lime                   1/4 di tazza
Avocado                           1

Maionese agli agrumi

Maionese                           1/4 di tazza
Buccia d'arancia                1/2 cucchiaino
Buccia di lime                    1/4 cucchiaino
Succo d'arancia                 1 cucchiaino 
Succo di lime                     1/2 cucchiaino
Sale
Pepe

Mescolare tutti gli ingredienti.              

Tagliare la spalla di manzo in cubettoni. Mescolare in una ciotola i primi 5 ingredienti, aggiungere la carne e girarla in modo che si rivesta ben bene del mix di spezie.
Scaldare l'olio in un largo tegame e rosolarci velocemente la carne, avendo cura che tutti i lati risultino rosolati. Levare la carne dal tegame e metterla nella slow cooker (se avete una sc la cui pentola interna può andare sul fuoco, eseguite questa operazione direttamente; la mia è un modello molto basic e non ha questa opzione, per cui devo sempre rosolare la carne prima sul fornello). Nello stesso tegame, rosolare le cipolle tritate. Aggiungerle alla carne, insieme al succo degli agrumi e agli spicchi d'aglio tritati. Cuocere 8 ore su low, oppure 4 ore su high.
Una volta che la carne sarà diventata tenerissima, toglierla dalla pentola, sfilacciarla con due forchette e bagnarla con un cucchiaio di sugo, per mantenerla umida.
Servire dentro ai panini, spalmati di maionese, insieme alle cipolle e a delle fette di avocado pelato.

IN MEMORIA DI BARBARA PIVETTA R.I.P.
















.



venerdì 23 febbraio 2018

Biscotti buonissimi


Se io fossi una di quelle blogger che stanno attente ale numero di visualizzazioni, al SEO, a Google Analytics e ad altre diavolerie di cui non sono nemmeno a conoscenza, non pubblicherei questi biscotti pochi giorni dopo la mia amica Dauliana. Ma il mio è un blog che è rimasto fedele a quella che era la concezione originaria di un blog: un diario  della mia passione per la cucina, un modo per tener traccia dei miei spignattamenti, impedendo che finiscano nel dimenticatoio e il modo più veloce per rispondere a chi mi chiede una ricetta: "la trovi sul blog".
E' vero che è difficile dimenticarsi di questi biscotti, da tanto che sono buoni (li ho già fatti due volte...), ma non si sa mai. E sono molto grata ad Ottolenghi, che non sbaglia mai un colpo, nemmeno quando si tratta di dolci e a Dauliana che me li ha fatti conoscere.

Biscotti Anzac (x 30 biscotti)

150g di fiocchi d’avena
90g di cocco rapè
185g di farina 00
100g di zucchero semolato
40g di zucchero di canna chiaro
100g di uvetta (io gocce di cioccolato)
1 cucchiaino di scorza di arancia grattugiata
185g di burro morbido
60g di miele liquido 
30ml di acqua
1 cucchiaino di bicarbonato

Accendere il forno a 170°c e foderare una placca con carta forno,
mescolare la farina, i fiocchi d’avena, il cocco, gli zuccheri, la scorza di arancia e l’uvetta (o gocce di cioccolato),
mettere il burro in un pentolino e farlo sciogliere a fuoco dolce insieme al miele e l’acqua, 
versare il bicarbonato e mescolare energicamente per 15 secondi, 
*a questo punto se avete usato le gocce di cioccolato fate intiepidire il composto altrimenti le farà sciogliere con un brutto effetto visivo*
unire il burro alle farine e impastare fino ad avere un composto compatto.
Con un porzionatore per gelato (quello per fare le palline di gelato, per intenderci) formare delle palline da 40g e disporle sulla placca foderata distanziandole di circa 5 cm. Appiattirle con le dita inumidite.
Cuocere 18-20 minuti, i biscotti devono essere dorati ai bordi ma morbidi al centro, 
sfornarli e lasciarli intiepidire 5 minuti prima di trasferirli su una griglia fino a completo raffreddamento.
Conservare in una scatola di latta.
       


lunedì 19 febbraio 2018

Un fil di fumo

Questa, se non ho sbagliato i conti, è la mia 52esima partecipazione all'MTC, ma le ricette che ho realizzato sono molte di più, visto che, ogni volta che il regolamento lo permetteva, ne ho presentata più di una (e, ogni tanto, qualcuna di cui essere orgogliosa c'è stata). Numeri che testimoniano quanto io abbia amato ed ami questo gioco. Con altrettanto entusiasmo, mi sono buttata a partecipare ai suoi spin off, come il Calendario del cibo italiano o il Keep calm and what's for dinner o il Club del 27. Sono mesi che, praticamente, pubblico solo ricette targate MTC. 
Tuttavia, da un po' di tempo, non so perché (troppi pensieri legati alla mia vita reale? la senescenza?), ho come la sensazione che la mia creatività segni il passo. E così, mentre gli altri crescono e tirano fuori proposte una più strepitosa dell'altra, a me sembra di fare come i gamberi, camminando all'indietro. Inesorabilmente la tentazione di mollare e lasciar posto a chi è in lista d'attesa si affaccia alla mia mente, ma non mi decido, perché so che mi mancherebbe troppo.
Ma veniamo alla sfida di questo mese. che non ha come tema una ricetta, ma una tecnica: l'affumicatura. Devo dire che Greta ci ha aperto un mondo che, almeno per me, era totalmente inesplorato e di questo le sono enormemente grata. Per la descrizione della tecnica, vi rimando all'esaustivo post del nostro giudice, che insegna ad affumicare qualunque cosa, nel modo più corretto e senza bisogno di attrezzature da professionisti. 
Io, che mi ritrovo con una pentola che, al momento, non so ancora se riuscirà a riacquistare il primitivo splendore, mi sento di aggiungere un solo consiglio: se volete dedicarvi ad esplorare le infinite possibilità offerte dall'affumicatura del cibo, forse fareste meglio a comprare una pentola da pochi euro al mercato ed usarla solo per quello, salvaguardando le pentole della batteria "buona".
La ricetta che ho realizzato, in pratica, si riallaccia ad una vecchia sfida MTC, quella sui budini. Ho affumicato barbabietole e ricotta e, con esse, ho preparato un budino. Per contrastarne la dolcezza, l'ho servito con qualcosa di pungente: una salsina ottenuta con yogurt greco e senape. Per guarnire, chips di patate viola, perchè avrei voluto chiamare il piatto 50 sfumature di viola, ma, purtroppo, in cottura, la barbabietola ha virato verso un begiolino poco allettante. Il sapore, però, era come volevo che fosse.

Budino di barbabietole affumicate (x 2)

Ricotta                       200 g
Barbabietole cotte     100 g
Uovo                          1
Patata viola               1
Olio per friggere
Sale

Per la salsina

Yogurt greco             2 cucchiai
Senape                     1 cucchiaino e mezzo
Olio                           1 cucchiaino
Sale

Affumicare a freddo ( ho usato chips di quercia, provenienti da barili di Jack Daniel's) la ricotta e le barbabietole tagliate a fettine. Frullare con l'uovo e aggiustare di sale. Versare negli stampini mono porzione ed infornare a 150 gradi per circa 25 minuti.
Con una mandolina, tagliare le chips di patata e friggerle in olio ben caldo.
Mescolare gli ingredienti per la salsina.
Circondare ogni budiono con le chips di patata, nappare con la salsina e servire.




mercoledì 14 febbraio 2018

Tanti baci

Ai tempi della sfida MTC sui baci, io ne preparai ben 8 tipi diversi (qui, qui, qui e qui). Non potevo, quindi, mancare oggi che il Calendario del cibo dedica il giorno di S. Valentino proprio a questi cioccolatini tanto amati. Certo, le idee migliori me le sono già giocate, ma anche questa versione, nella sua semplicità, è risultata molto gradevole, grazie all'aroma del mandarino.

Baci al mandarino

Cioccolato fondente                    200 g
Cioccolato bianco                       100 g
Pasta frolla                                  100 g
Panna da cucina                          40 g
Granella di nocciole                    40 g
Zucchero                                     30 g
Glucosio                                      1 cucchiaino
Mandarini                                    2

Tenere la pasta frolla in frigo, in modo che s'indurisca (io avevo in freezer un avanzo della frolla preparata qui). Grattugiarla con la grattugia a fori larghi e cuocere a 180 gradi il briciolame ottenuto.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco; fuori dal fuoco, aggiungere la panna ed amalgamare. Grattugiare la buccia dei mandarini nel cioccolato e, quando si sarà intiepidito, unire le briciole di frolla. Versare il cioccolato in stampi a semisfera e far raffreddare in frigo.
Mettere lo zucchero ed il glucosio in un pentolino, bagnare con un po' d'acqua e far caramellare. Unire la granella di nocciole e versare il croccante su carta forno, formando tanti mucchietti. Appena il croccante si raffredda abbastanza da poter essere maneggiato, ma non si è ancora completamente indurito, modellare i mucchietti in forma di piccole sfere. Sformare le semisfere di cioccolato, scaldare la base delle palline di croccante, in modo che si sciolga un po' e possa attaccarsi suelle semisfere di cioccolato.
Temperare il cioccolato fondente e, con una forchettina, immergere i cioccolatini, in modo che si rivestano. Adagiare man mano i cioccolatini su carta forno.