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martedì 27 gennaio 2015

Happy birthday, Ale!

                          
                


Noi dell'MTC siamo avvezzi a questi flash mob internettiani, ma, di solito, li facciamo in occasione dell'uscita di uno di libri della collana dedicata all'MTC, appunto. Stavolta, invece, si tratta del compleanno della donna, senza la quale, tutto questo non sarebbe mai esistito. Si, perché solo l'incredibile energia, determinazione e creatività di Alessandra ha reso possibile tutto ciò. Adesso, si trova dall'altra parte del mondo, lanciata con coraggio alla conquista del Far East e noi vogliamo, non solo farle gli auguri, ma farle sentire tutto il nostro affetto ed il nostro calore, affinché sappia che non è lontana dai nostri cuori. 
L'idea era quella di scegliere una delle tantissime ricette pubblicate sul suo blog e rifarla. Sembra facile...ma le ricette sono così tante, che ho rischiato di fare la fine dell'asino di Buridano. Alla fine, ho optato per qualcosa che potesse essere facilmente trasportato, in modo che mio marito potesse portare la mia produzione in ufficio e dividerla con i suoi collaboratori che, ormai, il lunedì si aspettano sempre che io invii loro qualcosa di buono. E, siccome, solitamente, mando qualcosa di dolce, stavolta ho optato per un salato: i canestrelli all'acciuga.
Mi metto all'opera, peso gli ingredienti, ma...ma...non ci sono uova in questo impasto? Com'è possibile? Torno a leggere la ricetta, una, due, tre volte, ma niente: le uova non sono menzionate. Eppure, nella ricetta dei canestrelli dolci, le uova ci sono... Mi fido talmente di Ale che mi dico: vabbè, si vede che così dev'essere. Purtroppo, però, senza una parte liquida, non c'è verso che l'impasto stia insieme, per cui, col timore di stravolgere la ricetta, aggiungo prima un tuorlo, poi un altro e, alla fine, ce ne son voluti tre. Come se non bastasse, non avevo il tagliabiscotti della forma giusta (e Dio sa se l'ho cercato!) e mi son dovuta arrangiare con quel che avevo. Insomma, al solito, non son riuscita a seguire una ricetta alla lettera, ma l'intenzione c'era tutta e spero che Ale mi perdonerà.
E quindi, HAPPY BIRTHDAY, ALE! Sono onorata di essere tua amica.

Canestrelli alle acciughe

Farina 00                                         260 g
Burro freddo                                   200 g
Parmigiano grattugiato                   100 g
Tuorli                                              3
Acciughe                                         8
Buccia di limone grattugiata                                         

Diliscare e dissalare le acciughe e frullarle. Mettere nella ciotola della planetaria tutti gli ingredienti ed impastare il minimo necessario. Far riposare l'impasto in frigo, coperto con pellicola, per almeno mezz'ora, dopodichè, stenderlo fino d uno spessore di mezzo cm e, con un coppapasta, ritagliare i biscotti. Disporli su una placca ed infornarli a 180 gradi, per 10-12 min. Una volta sfornati, aspettare che si intiepidiscano, prima di provare a toccarli, perché, da caldi, sono molto fragili.





mercoledì 26 giugno 2013

Scambi culturali

A maggio ho fatto una cosa che mi ha divertita molto. Una cara amica mi ha chiesto se ero disposta a fare qualche lezione di cucina italiana ad una chef americana, che sarebbe stata a Napoli per tutto il mese. Ovviamente, ho entusiasticamente risposto di si! Già prima del suo arrivo, uno scambio di emails ci aveva portato a circoscrivere il tema delle lezioni alla cucina napoletana. Oddio...non è che la cucina napoletana sia esattamente un argomento "scarno", ma, almeno, abbiamo evitato di disperderci su "tutta" la cucina italiana!
E così le ho mostrato come preparare piatti tradizionalissimi: il ragù in primis, col quale preparare un sontuoso sartù,

 la parmigiana di melanzane, 

gli arancini di riso,

 i peperoni ripieni,

 le zucchine alla scapece,

la pastiera,


 le delizie al limone.

Intanto che io cucinavo, Rachel prendeva appunti e scattava foto. Come dicevo all'inizio, è stata una bellissima esperienza. Rachel ed io ci siamo reciprocamente piaciute subito e la comune passione per la cucina ci ha fatto trovare un facile affiatamento, nonostante lei sia una professionista ed io solo una dilettante. Adesso è tornata nella sua Denver, ma io spero proprio che l'anno prossimo possa tornare, per un altro scambio di esperienze in cucina.

mercoledì 12 giugno 2013

Happy birthday!

Pur senza trionfalismi fuori luogo, non posso far passare sotto silenzio il fatto che oggi è il primo anniversario del mio blogghino. Inevitabilmente, quindi, tempo di bilanci. 
Diciamo che, durante questo anno, periodicamente, la Domanda con la "D" maiuscola -  "Chi ha bisogno di un ennesimo blog di cucina?"-   ha continuato a ripresentarsi, con variazioni sul tema del tipo: "Guarda che blog stupendi ci sono in giro, guarda che foto, guarda che presentazioni! Altro che il tuo!", oppure "Ma parlano tutti di cucina? Non se ne può più!". 
Pur consapevole dei miei limiti, posso però dire che il mio è un blog onesto: quello che pubblico l'ho fatto io, se la ricetta o la foto non sono miei, indico la fonte, se una ricetta non mi è venuta come speravo, lo ammetto... Sembra poco, ma non lo è, perché, purtroppo, in rete, scopiazzare e prendersi indebitamente il merito è attività molto diffusa. Del resto, io cucino per passione e pubblico per il piacere di condividere, che senso avrebbe comportarsi diversamente? E se, alla fin fine, riesco ad avere un numero di lettori superiore persino a quelli che Manzoni si aspettava di avere per i "Promessi sposi",
 vuol dire che l'impegno che ci metto ed il tempo che dedico a questa cosa un senso ce l'hanno. Per non parlare della possibilità di giocare ed interagire con un le altre foodbloggers, alcune delle quali, ormai, considero proprio amiche.
Per cui credo che la risposta alla domanda con la "D" maiuscola: "Chi ha bisogno di un ennesimo blog di cucina?" sia solo una: "IO ho bisogno del mio blog"!

martedì 11 settembre 2012

I pregiudizi sono duri a morire

Quando parlo con i non addetti ai lavori, mi capita spesso di dover demolire delle false credenze sugli animali, tipo che il rospo sia il maschio della rana ( si, mi è toccato sentire anche questa...), oppure che le salamandre siano lucertole, o che quelle terrestri si chiamino tartarughe e quelle marine testuggini ( è esattamente il contrario ) e così via. Ma c'è una convinzione talmente radicata che, quando provo a dire che è sbagliata, nessuno vuole credermi. Persino i miei studenti, quando dico loro che NON è vero che i ricci di mare di colore rosso-marroncino-violaceo sono femmine, mentre quelli neri sono maschi, mi guardano scettici. Ecchecavolo! sono io la prof, sono io la zoologa e tu osi dubitare??? La verità è che i ricci neri appartengono alla specie Arbacia lixula,


 mentre quelli rossicci alla specie Paracentrotus lividus



e, quindi, trattandosi di animali a sessi separati, "entrambi" hanno sia maschi che femmine e non ci sono caratteri esterni che permettano di distinguere i sessi tra loro. In realtà, un modo per distinguere i sessi c'è: quando si aprono i ricci, si vedono 5 bande di un arancione più o meno vivace. Sono le gonadi, cioè gli organi deputati alla produzione di uova e spermatozoi. Se sfregando leggermente con la punta del coltello una gonade, questa emette un liquido bianco, si tratta di un testicolo, altrimenti è un ovario.
A questo punto, c'è un altro mito da sfatare e cioè che, in cucina, si usino solo le uova dei ricci. Pensateci un attimo: se tutti sono convinti che tutti i ricci rossicci siano femmine, tutte le gonadi di questi ricci verranno utilizzate e, inevitabilmente, queste gonadi saranno sia ovari che testicoli. Riassumendo: le gonadi di Paracentrotus, sia gli ovari che i testicoli, vengono usate in cucina, perchè di dimensioni maggiori e di sapore più gradevole, rispetto a quelle di Arbacia. Punto.
Ma, come dicevo prima, credete che sia facile convincere la gente di questo? Con gli studenti ho gioco facile: quando facciamo, come esercitazione, la fecondazione in vitro del riccio di mare, posso dimostrare, microscopio alla mano, quello che dico, ma, chiacchierando con gli amici su una spiaggia, non ho speranze di farmi prendere sul serio.
Ad ogni modo, se volete preparare un bello spaghetto ai ricci di mare, la cosa è facilissima: basta avere a disposizione dei ricci appena pescati ( la sola idea delle "uova" di riccio in barattolo mi fa star male ) ed evitare di cuocere le "uova". In pratica, si tratta di scaldare un po' d'aglio nell'olio; quando la pasta è al dente, la si salta in padella, aggiungendo, fuori dal fuoco, i ricci ed un trito di prezzemolo, et voilà!