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lunedì 22 aprile 2024

Snack tolleranti

 Ancora una volta ho raccolto la sfida di preparare un dolce senza lattosio e, incidentalmente, anche senza glutine. Ormai, su Pinterest, ho una bacheca dedicata a raccogliere proprio preparazioni con queste caratteristiche. Ed è stato proprio su Pinterest che ho visto un video su TikTok, nel quale si preparavano una specie di Snickers e, dal momento che a me l'abbinamento arachidi/caramello è sempre piaciuto, mi è parso un dolcino adatto da portare al prossimo incontro con le compagne di liceo. Ho dovuto un po' ricostruire la ricetta, perché nel video non erano riportate le dosi e, in più, non si capiva bene se dentro ci fosse del burro di arachidi o del caramello. Inoltre, mentre nel video si fa un'unica base, che poi viene tagliata a bastoncini, io nel timore (che era quasi una certezza) di non riuscire a farli tutti uguali, ho preferito usare uno stampo di silicone con dei "pozzetti" cubici.

Snickers per intolleranti (x18)

ispirato dal libro "No-bake vegan desserts"

di Christina Leopold

Per la base

100 g                     Datteri Medjoul

50 g                       Arachidi sgusciate

Frullare insieme i datteri e le arachidi e dividere il composto negli stampini, pressandolo bene per creare una base uniforme.

Per il caramello

150 g                    Zucchero

75 g                     Panna vegetale

1 cucchiaino        Succo di limone

2 cucchiai            Arachidi

Versare lo zucchero in un pentolino, aggiungere un cucchiaio di acqua e il succo di limone; cuocere fino a un caramello biondo, senza mai mescolare. Nel frattempo, scaldare la panna e unirla al caramello. Aggiungere le arachidi grossolanamente tritate. Distribuire il composto sulla base di datteri, riempiendo gli stampini.

Mettere in freezer per un'oretta.

Per la glassa pinguino

50 g                    Cioccolato fondente

50 g                    Burro di cacao

Sciogliere cioccolato e burro di cacao nel microonde oppure a bagnomaria e mescolare, per formare un'emulsione. Far intiepidire e tuffarci gli snickers ancora congelati. Poggiare su carta forno per permettere alla glassa di cristallizzare. (Nel video originale, credo che le barrette fossero immerse semplicemente nel cioccolato fuso, ma io amo la croccantezza di questa glassa pinguino, per cui mi è parsa più adatta)





giovedì 26 febbraio 2015

Baciare è bello


Non ce l'ho fatta...Avevo detto che non avrei fatto altri baci per questo MTC, ma non ho resistito: ne ho DOVUTE sfornare altre due versioni. Stavolta, però, ne ho fatti veramente pochi, giusto il necessario per fare le foto.
La prima è vagamente ispirata alla cassata siciliana, e aveva, come intento, quello di usare il liquore e la gelè di arance fatti da me. La seconda... la seconda... bè, lo devo confessare: i miei cioccolatini preferiti (a parte le ghiande di Gay-Odin) non sono i baci, ma i Lindor. In rete, girano almeno 3 ricette che tentano di imitare la la crema contenuta in quei cioccolatini. Io ho scelto quella che mi convinceva di più e, manco a dirlo, l'ho un po' modificata: eliminato il malto in polvere, che non avevo, aumentato il latte condensato ed aggiunto estratto di vaniglia autoprodotto. Il risultato, in termini di gusto, è molto vicino all'originale e la "scioglievolezza" c'è tutta. Per le frasi da accostare ai cioccolatini sono andata a cercare nientemeno che tra i Sonetti del Bardo.

Baci cassata (x 7)

Per il ripieno
Ricotta                        70 g
Gelè all'arancia           40 g
Cioccolato bianco       35 g
Arancello                    2 cucchiai
Mandorle a lamelle    1 cucchiaio
Arance candite           20 g

Per il rivestimento 
Cioccolato fondente   150 g

Lavorare con le fruste elettriche la ricotta, insieme alla gelè all'arancia e all'arancello. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco ed unirlo al resto. In un padellino, tostare le lamelle di mandorle ed aggiungerle alla crema. Dividere questo ripieno in uno stampo di silicone a semisfera (3 cm di diametro) e mettere in freezer per un'ora. Una volta che si saranno ben rassodate, smodellare le cupolette e mettere, su ognuna di esse, alcuni dadini di arancia candita; rivestirle con col cioccolato temperato. Sgocciolare il cioccolato in eccesso e mettere ad asciugare su un foglio di carta forno.










Baci Lindor (x 6)

Per la crema Lindor
Cioccolato al latte             100 g
Latte condensato               60 g
Burro                                 33 g
Panna                                10 g
Estratto di vaniglia           1 cucchiaino

Mettere tutti gli ingredienti in una fondina e disporla su un bagnomaria. Una volta che tutti gli ingredienti si saranno sciolti, mescolare per amalgamarli e mettere in frigo per tutta la notte.
Il giorno dopo, la crema si sarà rassodata, per cui sarà possibile prelevarne un po' e, modellandola con le mani, formare le cupolette, che costituiranno l'interno dei baci. Rimettere in frigo, intanto che si prepara il resto.

Per il croccante

Zucchero                                2 cucchiai
Glucosio                                1 cucchiaino
Granella di nocciole tostate   2 cucchiaini

Mettere in un padellino lo zucchero ed il glucosio, inumidire con mezzo cucchiaio d'acqua e far caramellare. Appena lo zucchero accenna ad imbiondire, versarci dentro la granella di nocciole, scaldata al MO. Distribuire il croccante negli incavi di uno stampo come questo, capovolto.
Appena il croccante si è un po' raffreddato, ma è ancora malleabile (fare molta attenzione a non scottarsi, nel caso, meglio indossare dei guanti), formare tante palline, che andranno posizionate sulle cupolette.


Temperare 150 g di cioccolato al latte e tuffarvi i cioccolatini, in modo che si rivestano. Sgocciolare il cioccolato in eccesso e mettere ad asciugare su un foglio di carta forno. Mi sono resa conto di non aver precisato che, per tutti i miei baci, ho usato la tecnica dell'inseminazione.







lunedì 16 febbraio 2015

Cinque e sto


Confesso che, dopo una settimana passata a far cioccolatini, inizio ad essere un po' satura. Ma questa sfida dell'MTC è stata particolarmente stimolante e davvero il tema si prestava a millemila varianti. Tuttavia, anche se altre possibili realizzazioni si affollano nella mia mente, ho bisogno di un periodo di "disintossicazione" dal cioccolato. Anche perché, se è vero che, per lo più, li ho distribuiti in giro,  "qualche" assaggio, lo ammetto, c'è stato...
Veniamo, quindi, a questa quinta versione (che, poi, in realtà, sarebbe la sesta, visto che ne avevo fatto anche un altro tipo, che ho rinunciato a pubblicare, perché troppo simile a quella pubblicata da un'altra MTCina).
Questa volta, ho scelto di non fare un'ennesima variazione sul tema ganache e di introdurre una nota più fresca. Visto che, ultimamente, mi sono dedicata con successo alle gelè di frutta, ho preparato delle gelè ai lamponi, sormontate da una meringhetta, che, oltre a formare la richiesta cupoletta, ha contribuito a creare un piacevole gioco di consistenze. La frase che ho abbinato è un verso di Pessoa, che trovo particolarmente toccante.

Baci del sottobosco

Per la gelè ai lamponi

Polpa di lamponi                     212 g
Acido tartarico                        2,12 g
Pectina jaune                           3,8
Zucchero                                 176 g + 21,2 g
Glucosio                                  49 g
Succo di limone                      1 cucchiaino

Frullare il contenuto di due vaschette di lamponi e passare il frullato allo chinoise, per eliminare i semini. Mettera la polpa di lamponi ed il cucchiaino di succo di limone  in una casseruolina e scaldare a 40 gradi. Aggiungere la pectina, mescolata con i 21,2 g di zucchero, il glucosio e lo zucchero rimanente. Cuocere fino a raggiungere la temperatura di 106 gradi. A questo punto, aggiungere l'acido tartarico, sciolto in un paio di cucchiaini d'acqua. Mescolare e, molto velocemente, versare in un colino a pistone e dividere il composto in stampini di silicone a semisfera.

Per le meringhette

Albume                         20 g
Zucchero                      40 g

Montare l'albume a neve soda; aggiungere lo zucchero. Mettere la meringa in un sac a poche, dotato di bocchetta liscia e, su una leccarda rivestita da un foglio di carta forno, formare delle palline di meringa delle dimensioni di un cece . Infornare a 50 gradi per un'ora. Una volta cotte le meringhe, smodellare le gelè e su ognuna poggiare una meringhetta .

Temperare 150 g di cioccolato fondente, come spiegato da Annarita e tuffarvi le gelè sormontate dalle meringhette. Sgocciolare e mettere ad asciugare su carta forno.









venerdì 13 febbraio 2015

Two more


Con tutto il parlare del temperaggio che si è fatto in questi giorni, mi son tornate alla mente le mie prime esperienze con la lavorazione del cioccolato. 
La primissima volta è stata moltissimi anni fa (non ero nemmeno sposata), quando mi misi in testa di fare le uova di Pasqua per i nipotini. All'epoca, per i non addetti ai lavori, era molto più difficile di adesso trovare le attrezzature adatte, per cui ricordo che già solo trovare lo stampo fu un'impresa. Una volta entratane in possesso, credevo di aver risolto, credevo che mi bastasse sciogliere il cioccolato, colarlo nello stampo e aspettare che si freddasse per avere le mie mezze uova. Potete immaginare come andò a finire...il cioccolato fu rimosso dallo stampo praticamente con lo scalpello...
Qualche anno dopo, andai a seguire un corso tenuto da un noto cioccolatiere napoletano. Alla prima lezione, costui esordì dicendo: "il cioccolato va temperato, ma poiché per voi sarebbe difficile, è inutile che vi spieghi come si fa". Se non fossi stata ignorante com'ero, a quel punto, ci sarebbe stato da alzarsi, pretendere la restituzione di quanto pagato e andarsene...
Poi venne l'era di Internet, ho cominciato a leggere, documentarmi, ho fatto altri corsi e, finalmente, il temperaggio non ha avuto più segreti per me.
Veniamo, ora, agli altri due tipi di bacio che ho fatto per questo MTC n. 45.
Per i primi, ho scelto una frase del mio poeta preferito (cantautore sarebbe riduttivo): Leonard Cohen, un uomo che con la sua musica, i suoi testi fitti di simbolismi e la sua voce di velluto riesce sempre a darmi i brividi. Il suo concerto, in una notte d'estate a Piazza San Marco, a Venezia, è stato uno dei regali più belli che io mi sia mai fatta.

Baci autunnali (x 15)

Cioccolato fondente                       150 g + 300
Panna                                              75 g
Burro                                              30 g
Confettura di castagne                   170 g
Rum                                                1 cucchiaio
Rottami di marroni                         60 g

Sciogliere i 150 g di cioccolato a bagnomaria. Scaldare la panna col burro e versarla, in due riprese, sul cioccolato fuso, girando per amalgamare il tutto. Aggiungere la confettura ed il rum e mescolare ancora. Mettere la ganache in frigo per tutta la notte. Il giorno dopo, dividere la ganache in porzioni grandi quanto una noce e modellarle con le mani, dando loro la classica forma a cupola. Mettere su ogni cupoletta un pezzo di marron glacè. Temperare i rimanenti 300 g di cioccolato ed immergervi i cioccolatini. Sgocciolarli bene e metterli ad asciugare su carta forno.









 La seconda versione, invece, prende spunto dai torroni dei morti, che si preparano da noi, ad inizio novembre, alcuni dei quali racchiudono, nel guscio di cioccolato, diversi strati. E, a questi, ho accostato una frase di Neruda.

Baci a strisce

Per la ganache al pistacchio

Cioccolato bianco                  100 g
Pasta di pistacchio                  50 g

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e mescolarvi la pasta di pistacchio. Colarla sul fondo di stampi di silicone a semisfera e mettere a rassodare in frigo.

Per la ganache al cioccolato bianco

Cioccolato bianco                   120 g
Panna fresca                            50 g
Burro                                       20 g
Estratto di vaniglia                 1/2 cucchiano

Scaldare la panna col burro e versarla sul cioccolato fuso a bagnomaria. Mettere la ganache in un sac a poche, farla raffreddare e stratificarla su quella al pistacchio, ormai rassodata. Di nuovo in frigo.

Per la ganache gianduia

Cioccolato fondente                 150 g
Pasta di nocciole                      75 g

Procedere come per quella al pistacchio e, con questa, formare l'ultimo strato del cioccolatino.
Una volta rassodati, smodellare i cioccolatini,  e poggiare su ognuno un pistacchio, premendo leggermente per farli aderire. Temperare 300 g di cioccolato ed immergervi i cioccolatini. Sgocciolarli bene e metterli ad asciugare su carta forno.
                            







mercoledì 11 febbraio 2015

Non sono cinica


Quando si è appreso che, per l'MTC di febbraio, il tema sarebbero stato i baci, intesi come cioccolatini, molti sono andati nel panico, per via delle difficoltà insite nel temperaggio del cioccolato, che, per chi non lo ha mai fatto, potrebbe, effettivamente, rappresentare un passaggio ostico. Del resto, l'abbiamo detto tante volte, l'MTC è anche, e forse soprattutto, una scuola, l'occasione per imparare, per mettersi alla prova, quindi, ben vengano gli stimoli a sperimentare tecniche con le quali non si è mai osato misurarsi.
Personalmente, ho fatto spesso dei cioccolatini, quindi ero abbastanza tranquilla su questo fronte, per cui, appena ho appreso che ci saremmo dovuti confrontare sui baci, la fantasia è partita a mille, tant'è che ne ho già fatti 5 tipi diversi e ancora non ho esaurito tutte le possibilità che mi son venute in mente...
Paradossalmente, la difficoltà maggiore l'ho incontrata nel rispettare la clausola del regolamento che impone di abbinare ad ogni versione una frase sull'amore, così come accade con i baci "originali". 
Alla mia veneranda età, non dico di essere diventata cinica, ma sicuramente sono diventata consapevole del fatto che non esiste parola più ambigua della parola "amore". E' una parola usata ed abusata, ma con pressoché tanti significati quante sono le persone che la usano. Per questo motivo, quando due persone dicono "amore", non sempre intendono la stessa cosa e questo genera incomprensioni e sofferenze a non finire. Quindi, non aspettatevi, da me, frasi sdolcinate e melense, perché non ho più l'età....
La frase che ho abbinato ai primi cioccolatini è una frase che ho ripetuto spesso a mia figlia: se ti fa soffrire, non è amore, ma attaccamento nevrotico. 
In realtà, se non fosse stata troppo lunga, avrei riportato la cosiddetta "Preghiera della Gestalt", che riassume perfettamente il mio punto di vista

"Io sono io. Tu sei tu.
Io non sono al mondo per soddisfare le tue aspettative.
Tu non sei al mondo per soddisfare le mie aspettative. 
Io faccio la mia cosa. Tu fai la tua cosa. 
Se ci incontreremo sarà bellissimo; 
altrimenti non ci sarà stato niente da fare."


Baci con fudge al cioccolato bianco e fave di cacao
(mio adattamento di un'idea di Sale & Pepe) (x 20)

Per il fudge

Cioccolato bianco                  100 g
Panna fresca                          70 ml
Miele                                      20 g
Zucchero                                90 g
Burro                                     10 g
Fave di cacao                         1/2 cucchiaio

Mettere il cioccolato tritato in una ciotola, insieme al burro. In una casseruola, versare il miele, lo zucchero e la panna e portare ad una temperatura di 112 gradi. Far intiepidire un po' questo mix e poi versarlo sul cioccolato, mescolando bene, in modo che si sciolga. Aggiungere le fave di cacao, grossolanamente tritate. Distribuire il composto in stampini a semisfera in silicone. Far raffreddare e, poi, tenere in frigo per un paio d'ore. Trascorso questo tempo, smodellarli e, facendo leggermente pressione, in modo che aderiscano bene, attaccare ad ogni bacio una nocciola.

Rivestimento

Cioccolato fondente 90%                300 g

Temperare il cioccolato (è necessario un cioccolato molto amaro, per bilanciare la dolcezza del ripieno), come magistralmente descritto nel post di Annarita e tuffarvi i cioccolatini (ho trovato preziosissimo il suggerimento di levare due rebbi ad una forchettina di plastica ed usare quella per immergere i baci nel cioccolato fuso). Sgocciolare il cioccolato in eccesso e mettere i baci ad asciugare su carta forno.


La scatola dove ho messo i due tipi di baci, che ho portato a cena da un'amica.







Il secondo tipo di baci prende spunto da quell' abbinamento arachidi/caramello, che io, "orfana del Winner", ho sempre amato.
La frase che ho accostato a questa seconda proposta è un frase di Schopenhauer (notoriamente un "allegrone"...), che ha trovato profonda risonanza in me. Con il lavoro che faccio sono intrisa di darwinismo e, avendo studiato per anni l'azione degli ormoni sul comportamento, non potevo non essere d'accordo con lui...

Baci al caramello salato e arachidi

Cioccolato al latte                         100 g
Panna fresca                                  50 g   
Zucchero                                       50 g
Glucosio                                        1/2 cucchiaino
Arachidi                                        50 g
Sale  

Per il rivestimento
 Cioccolato fondente                    300 g 

Mettere in un pentolino lo zucchero, il glucosio ed un cucchiaio d'acqua; portare allo stadio di caramello biondo e decuocere con la panna precedentemente scaldata. Tritare il cioccolato al latte e fonderlo a bagnomaria. In due riprese, aggiungere al cioccolato la panna al caramello e mescolare bene. Aggiungere le arachidi tritate (meno una ventina) ed il sale. Versare in un sac a poche, chiuderlo con un nodo ed aspettare che il composto si raffreddi quasi del tutto. Tagliare la punta  al sac a poche e formare delle cupolette su un foglio di carta forno. Mettere su ogni cupoletta un'arachide e far raffreddare i cioccolatini in frigo. Nel frattempo, temperare il cioccolato ed immergervi le cupolette. Sgocciolare il cioccolato in eccesso e mettere i baci ad asciugare su carta forno.                                                       









martedì 20 gennaio 2015

Il sole dentro una caramella

C'è, a Parigi, un negozietto, che, per un appassionato di cucina, è come la caverna di Alì Babà. Si chiama Detou ed è possiible trovarvi, se mi perdonate il gioco di parole, "de tout": bacche di vaniglia morbide e profumate, cru di ogni tipo di cioccolato, ingredienti per la cucina molecolare, albumi in polvere e tutti quegli ingredienti "strani", che, quando s'incontrano in una ricetta, uno si chiede: e questo dove lo trovo? La risposta è Detou. 
Certo, ormai, in rete, si trova qualunque cosa, ma volete mettere il fascino di una visita in questo magico negozio? Per me, quando vado a Parigi, rappresenta una tappa obbligata. Ma, poiché Parigi non è certo dietro l'angolo, faccio affidamento su una carissima amica, la quale, appartenendo, come me, al club "genitori con figli all'estero", quando va a trovare la figlia, accetta di buon grado di farmi da corriere. 
Diversi mesi fa, le avevo chiesto di portarmi della pectina jaune, che avevo letto essere indispensabile per preparare le gelè alla frutta. Si tratta di una pectina diversa da quella che alcuni usano per fare le confetture, perché contiene dei sali ritardanti che fanno si che la gelificazione avvenga a temperature superiori, permettendo una maggiore evaporazione dell'acqua. Il risultato è una caramella morbida, ma non molle.
Dal momento che questa è la stagione delle arance, ho deciso di cominciare preparando proprio delle gelè all'arancia, seguendo la ricetta di Pierre Hermè, riportata dal blog di Pinella.

Gelatine di frutta all'arancia

Zucchero                             250 g
Acqua                                 750 g
Fette d'arancia                    400 g

Il giorno prima, preparare uno sciroppo di acqua e zucchero e portarlo ad ebollizione. Tagliare a fettine sottili le arance con tutta la buccia, disporle in una teglia abbastanza larga da permettere di disporle in un unico strato e versarci sopra lo sciroppo. Coprire con pellicola a contatto e lasciarle lì per 24 ore. Trascorso questo tempo, sgocciolarle, asciugarle bene e frullarle nel mixer, fino ad ottenere una pasta omogenea.

Acido tartarico                   6 g
Acqua                                 4 g
Zucchero                            60 g
Pectina jaune                     11 g
Pasta d'arance                    350 g
Succo d'arancia                 250 g
Succo di limone                50 g
Zucchero                           500 g
Sciroppo di glucosio         140 g

In una casseruola, mettere la pasta d'arance, il succo di arancia e di limone. Scaldare a 40 gradi ed unirvi  la pectina, mescolata ai 60 g di zucchero. Aggiungere il resto dello zucchero ed il glucosio e proseguire la cottura, fino al raggiungimento di 106 gradi. A questo punto, aggiungere l'acido tartarico, sciolto nei 4 g d'acqua, mescolare e, velocemente, versare in un vassoio. Aspettare 24 ore e, poi, tagliare le caramelle con un coppapasta e rotolarle nello zucchero semolato.

RACCOMANDAZIONI

E' necessario disporre di un termometro e di una bilancina di precisione, per pesare le piccole quantità.
Una volta aggiunta la soluzione di acido tartarico, il processo di gelificazione si avvia irreversibilmente ed è molto veloce. Bisogna, quindi, essere molto rapidi nel versare il composto nel vassoio già pronto per la bisogna.

Poiché avevo delle fragole in freezer, ho pensato di fare anche delle gelatine alla fragola, con queste dosi:

Fragole                            350 g
Acido tartarico                2 g
Acqua                             4 g
Zucchero                        30 g
Pectina jaune                  5 g
Zucchero                        255 g
Glucosio                         65 g

Le fragole vanno frullate e passate allo chinoise, per eliminare i semini. Si dovranno ottenere 250 g di polpa. Per il resto, si procede come descritto per quelle all'arancia.







venerdì 15 novembre 2013

Castagne e cioccolato

A me le castagne piacciono tantissimo: lesse, arrostite, nei dolci (mont blanc uber alles!) e, last but not least, la confettura. Tuttavia, di fatto, le mangio molto raramente e dolci con le castagne ne ho fatti ancora più di rado, perché, onestamente, sbucciare le castagne è un lavoraccio... Ci voleva l'MTC per farmele affrontare! E' stato così che, domenica scorsa, ho passato due ore e mezza a pelare e schiacciare castagne, per preparare la confettura, con la collaudatissima ricetta di Serena. Bé, ne è valsa la pena, perché quella che ho invasato era pura libidine. Ho cambiato solo due cose: non ho messo il caffè, perché volevo che il sapore della castagna risaltasse in purezza e, invece del cognac, ho usato del rum.

Confettura di castagne

Polpa di castagne               1 k
Zucchero                           700 g
Acqua                               1/2 bicchiere
Cacao amaro                     25 g
Rum cubano                     2 bicchierini
Vainiglia                          1 baccello          

Lessare le castagne e, quando son cotte, tagliarle a metà e scavare la polpa col cucchiaino. Schiacciare la polpa così ottenuta col passapatate. Versare lo zucchero in una pentola e bagnarlo con l'acqua. Aggiungere i semini della bacca di vainiglia e far sciogliere lo zucchero a fuoco lento. Sciogliere il cacao nel rum ed aggiungerlo allo zucchero ormai sciolto. Versare lo sciroppo di zucchero sulla purea di castagne e rimettere il tutto sul fuoco per circa 20 minuti. Invasare la confettura ancora calda in barattoli sterilizzati. Battere i barattoli su un canovaccio ripiegato più volte, per far uscire le bolle d'aria, Quando la confettura si sarà freddata, versare sulla superficie di ogni barattolo un cucchiaino di rum. Chiudere i barattoli.
Bene, mi son detta, e adesso che ho la confettura, cosa posso farci, oltre che resistere alla tentazione di mangiarmela a cucchiaiate direttamente dal barattolo? Una serie di idee mi si sono affacciate alla mente, ma mi sembravano tutte troppo sofisticate e, quindi, lontane dal tema della cucina povera. Alla fine, mi son decisa per dei cioccolatini che, forse, proprio poveri non sono, ma che, almeno, non richiedono tecniche sofisticate. Sto parlano dei cuneesi al rum. Ovviamente, la vera ricetta è gelosamente custodita dalla ditta che li produce, ma girovagando in rete, mi son fatta un'idea degli ingredienti irrunciabili: castagne, meringa, rum e cioccolato. Su queste basi, ho provato a fare i miei

Simil-cuneesi al rum

Per la meringa

Albume         30 g
Zucchero       60 g

Montare gli albumi a neve soda. Aggiungere lo zucchero, continuando a montare con le fruste, fino ad ottenere un composto lucido e sostenuto. Data l'esigua quantità e visto che la meringa doveva scomparire dentro i cioccolatini, non mi è parso il caso di sporcare un sac a poche, per cui mi sono limitata a depositare un po' di composto su una teglia rivestita di carta forno semplicemente con l'aiuto di due cucchiaini. E, poi, erano carini questi batufolletti di meringa, dalla forma irregolare... Infornare a 60 gradi per un'ora e mezza.




La confettura di castagne, ovviamente, è molto morbida ed appiccicosa, per cui non è possibile manipolarla con le mani. Ho, quindi, preso due cucchiaini ed ho formato delle specie di quenelle, mettendo al centro di ognuna una meringhetta. Ho depositato le quenelle su un tagliere rivestito di carta forno e le ho messe in freezer a consolidarsi.
Ho sciolto del cioccolato fondente a bagnomaria e ci ho immerso le quenelle, in modo da rivestirle per bene. Una volta raffreddato il cioccolato di rivestimento, ho sciolto un po' di cioccolato bianco e, con l'aiuto di un cornettino, ho disegnato delle strisce sui cioccolatini.




Con questa ricetta, partecipo non solo all'MTC, ma raccolgo anche l'invito della mia amica Stefania, per il suo Glu-Free(day).