venerdì 21 maggio 2021

Potato pie di Ottolenghi

Yotam Ottolenghi è uno chef che non sbaglia un colpo. Non ho mai avuto la fortuna di mangiare in uno dei suoi ristoranti, però so che, tutte le volte che ho provato una delle sue ricette, ho sempre ottenuto degli ottimi risultati. Sarà che mi sento molto in sintonia con la sua cucina così mediterranea, sarà che le ricette sono precisissime, sia nelle dosi che nella spiegazione dell'esecuzione, fatto sta che, con lui, è impossibile sbagliare.

Appena mi sono imbattuta (qui) nella ricetta di questa torta salata, ho capito che ci sarebbe piaciuta tantissimo e che dovevo farla subito, prima che finisse a languire nel pozzo senza fondo delle ricette da provare. E avevo ragione: non si tratta della solita torta salata, grazie a una perfetta armonia di sapori. 

Avevo un po' di paura che le patate non si cuocessero bene e, invece, son venute perfette. La mia versione è un po' meno verde dell'originale, perché, a causa del mio rapporto conflittuale col prezzemolo, non ce l'ho messo, per cui il verde è dato solo dalla menta e dalle olive. Inoltre, non ho usato il gruyere, perché in frigo avevo della fontina che reclamava di essere utilizzata.

Potato and herb pie

2 confezioni                                   Pasta sfoglia

200 g                                              Gruyere grattugiato

200 g                                              Feta sbriciolata

75 g                                                Olive verdi snocciolate tritate

12                                                    Cipolline fresche tritate

15 g                                                 Foglie di menta

30 g                                                 Prezzemolo

500 g                                               Patate 

4                                                      Uova

1                                                      Tuorlo

200 g                                               Panna fresca

100 g                                               Creme fraiche

1/2 cucchiaio                                   Semi di sesamo

Sale

Pepe nero

Accendere il forno a 200°C. Pelare le patate e affettarle moto sottili, possibilmente con la mandolina. Mettete in una ciotola i formaggi, le cipolle, le olive, le erbe e le fettine di patate; salate e pepate (tenete presente che feta e olive sono piuttosto salate). Mescolate bene con le mani. Srotolate il rettangolo di pasta sfoglia e rivestite con esso il fondo e i lati di una teglia, lasciando la carta che avvolge il rotolo. Distribuite nella teglia il ripieno di patate. In un'altra ciotola, sbattete le 3 uova con la panna e la creme fraiche. Salate e versate il composto sulle patate. Prendete l'altro rotolo di sfoglia e, con esso, coprite la teglia, pressando leggermente per farlo aderire. Sbattete il tuorlo rimasto e spennellate la superficie della torta. Spolverizzare con i semi di sesamo e infornare per mezz'ora a 200°C e per mezz'ora  a 180°C. Far raffreddare, prima di servire.







giovedì 13 maggio 2021

Tempo di cambiamenti

 Io non sono, per natura, una persona che ama i cambiamenti. Ho un bel ripetermi che il cambiamento è inevitabile, che, anche stando fermi, la Terra comunque gira, che il cambiamento è vita, che è foriero di nuove possibilità, io tendo comunque a preferire la mia comfort zone. Ma, a riprova dell'ineluttabilità del cambiamento, mi trovo ad affrontare una vera rivoluzione nella mia vita. Nel giro di pochi mesi, mi troverò a lasciare non solo la casa nella quale ho vissuto per 33 anni, ma anche la mia città. Sono decisioni prese da me, nessuno mi costringe, ma comunque questo scombussolamento mi turba.

Di fatto, a Milano, a parte mia figlia, c'è tutta la mia famiglia ed è per questo che, la settimana scorsa, approfittando del fatto che siamo diventati zona gialla, sono andata nella città meneghina, per stare un po' con loro. Sono rientrata il giorno della festa della mamma, ma, prima di partire, ho lasciato una torta. Si è trattato di una torta fonda mentalmente ispirata a questa, di cui ho utilizzato due basi e resa solo un po' più fresca da una namelaka all'arancia. C'è stato qualche piccolo intoppo, dovuto al fatto ho utilizzato una gelatina diversa da quella che uso di solito, che, evidentemente, aveva un potere gelificante minore, per cui sia il cremoso che la namelaka mi sono venuti un po' più morbidi di quanto mi aspettassi, ma, nel complesso, in risultato finale non ne ha risentito più di tanto.

Torta della mamma

Pan di spagna al cioccolato

Cremoso al cioccolato e mascarpone

Per la namelaka all'arancia (da qui)

360g di Panna (di cui 60g da far bollire insieme al latte)

300g di Cioccolato Bianco

180g di Latte

100g di Succo  di Arancia

15g di Zucchero

8g  di Gelatina

La buccia grattugiata di un'arancia 

Mettere la gelatina a bagno in acqua fredda.

In un pentolino mettere: il latte, lo zucchero e i 60g di panna e far bollire.

In una ciotola abbastanza capiente mettere il cioccolato bianco spezzettato e la buccia di arancia grattugiata.

Quando il latte e la panna hanno raggiunto il bollore, toglierli dal fuoco e unirvi la gelatina ben strizzata dopo di che versarli nel cioccolato bianco e girare con una frusta.

Passare il composto con un frullatore ad immersione, quindi unire il succo d'arancia ed emulsionare sempre usando il frullatore ad immersione. Una volta emulsionato il succo d'arancia unire anche la panna restante che dovrà essere ben fredda ed emulsionare anche questa.

Coprire la namelaka all'arancia con della pellicola, avendo cura di metterla a contatto con la crema stessa, quindi riporla in frigo per almeno 12h. Trascorso tale tempo, si può decidere se utilizzare la namelaka così, in tal caso basterà frustarla leggermente, oppure decidere di montarla usando le fruste elettriche, così facendo si otterrà una namelaka più spumosa, molto simile ad una mousse.

Sciroppo all'arancia

100 g                    Succo d'arancia

70 g                      Acqua

100 g                    Zucchero

Mettere tutto in pentolino, mettere sul fuoco e portare a ebollizione. Far raffreddare.

Montaggio del dolce

Tagliare il pan di spagna in due dischi. Con un pennello, inumidire con lo sciroppo il primo dei due dischi, senza esagerare. Mettere il cremoso in una sacca da pasticceria con bocchetta liscia e formare tanti ciuffetti su tutta la superficie del disco. Poggiarvi sopra l'altro disco, inumidire anch'esso con lo sciroppo e ricoprirlo con ciuffetti di namelaka. Decorare con buccia d'arancia grattugiata. Tenere in frigo per un paio d'ore, prima di servire.




venerdì 26 marzo 2021

Il mio Uitsmijter per il Club del 27

 A dieci giorni dalla Pasqua, cosa potevamo scegliere per il Club del 27, se non l'uovo? L'uovo, ingrediente irrinunciabile e versatile come pochi. Infatti, facendo un giro sui blog di tutti i "Ventisettini", troverete una carrellata di ricette, una più buona dell'altra. Io ho scelto una ricetta semplicissima, nonostante l'impronunciabile nome, ma, come ho già avuto occasione di dire, di questi tempi tendo più che mai a cucinare con quello che ho in casa, riducendo al minimo le uscite. E, in effetti, questo toast aperto si fa con ingredienti che è facile ritrovarsi in frigo o in dispensa. La ricetta originale prevedeva un formaggio tipo Gouda, ma non lo avevo. Lo ho sostituite con un caciocavallo affumicato di Agerola, a parer mio molto più buono .

Uitsmijter (x2)

1 cucchiaio                                Burro

2                                                Uova

2 fette                                        Formaggio fondente

2 fette                                        Prosciutto cotto

2 fette                                        Pan carré

Sale e pepe di mulinello

Tostare le fette di pan carré. Sciogliere in un padellino il burro e cuocervi le uova. Quando l'albume inizia a rapprendersi, poggiare su ogni uovo una fetta di formaggio, al centro della quale si sarà praticato un buco con un coppapasta. Coprire il padellino con il coperchio e lasciare che il formaggio si sciolga. Poggiare le fette di prosciutto sul pane tostato e adagiarvi sopra l'uovo al formaggio. Salare e pepare.



 



martedì 16 marzo 2021

Thumb up!

Non seguo Benedetta Rossi, ma, essendo lei un personaggio così popolare, mi capita, di tanto in tanto, d'imbattermi in una sua ricetta e, benché la mia idea di cucina sia abbastanza lontana dalla sua, non la detesto, come fanno in tanti. Lei è stata brava nel trovare il suo target, proponendo una cucina semplice, alla portata di tutti. Perché mica tutti hanno il tempo, la voglia, la capacità di sperimentare, di procurarsi ingredienti esotici o attrezzature costose e, tuttavia, sono in cerca di spunti per non mettere in tavola sempre le solite quattro cose. Benedetta fornisce questi spunti, impastando a mano e usando delle normalissime fruste elettriche e questo, secondo me, piace tantissimo a chi la segue.

E' capitato che, ieri, stessi cercando dei biscotti da fare velocemente e che, soprattutto, potessi realizzare con quello che avevo in casa, perché, di questi tempi, la sola idea di compilare l'autocertificazione e mettermi la mascherina mi fa passare la voglia di uscire. E' stato così che mi sono imbattuta, su Pinterest, in questa ricetta di Benedetta per dei biscotti che rispondevano perfettamente alle mie esigenze e che si sono anche rivelati anche molto buoni. Secondo me, devono venire bene anche con altra frutta secca, nel caso qualcuno volesse un'alternativa più economica dei pinoli.


Biscotti di Benedetta

100 g                              Uvetta

100 ml                            Acqua

100 g                              Burro a t.a.

100 g                              Zucchero

1                                     Uovo

200 g                              Farina 00

1/2 bustina                      Lievito chimico

50 g                                Pinoli

Mettere l'uvetta in una casseruolina, coprirla con l'acqua, mettere sul fuoco e cuocere fino a che tutta l'acqua sarà evaporata, avendo cura, una volta che l'acqua inizierà a bollire, di mescolare continuamente. Far raffreddare. In una ciotola, impastare il burro con lo zucchero; unire l'uovo. Setacciare la farina con il lievito e versarla nella ciotola, impastando. Unire l'uvetta e i pinoli. Formare delle palline e disporle distanziate sula leccarda rivestita di carta forno. Infornare a 180°C per 10-15 minuti.





martedì 9 marzo 2021

Cose turche atto II

 A volte, mi capita di perdermi tra i video di youtube dedicati alla cucina, e mi fanno venire voglia di provare a cucinare tutte quelle meraviglie. Domenica scorsa, mi ero appuntata tre link e, ieri, mi sono dedicata a questa ricetta turca. Si tratta di...una pizza? una torta salata? una brioche salata? Difficile definire questa preparazione, ma, in fondo, cosa ce ne importa dell' etichetta? Quel che conta è che sia una ricetta facile, abbastanza veloce e, soprattutto, molto buona. Anche versatile, perché, se a qualcuno non dovessero piacere i peperoni, che rimangono abbastanza croccanti (cosa che potrebbe non incontrare i gusti di tutti), si possono, secondo me, sostituire egregiamente con altre verdure, tipo pomodori o cipolle.

Tuttavia, a mio parere, la ricetta ha un difetto: 200 ml di latte sono troppi, perché l'impasto risulta molto appiccicoso e io, per poterlo stendere, ho dovuto aggiungere farina, altrimenti non ne sarei venuta a capo. Fortunatamente, l'aggiunta non ha modificato l'estrema sofficità dell'impasto. Nelle dosi indicherò 150 ml di latte, ma, dovendola rifare, credo che procederei aggiungendo 100 ml di latte all'inizio e il resto un po' alla volta, fermandomi quando avrò raggiunto la consistenza voluta.

Torta peperoni e feta

360 g                            Farina 00

150 ml                          Latte

1-2                                Peperoni (dipende dalla grandezza)

150 g                             Cheddar (opp fontina o caciocavallo)

150 g                             Feta

4 cucchiai                     Olio evo

1                                    Uovo

1                                    Tuorlo

1 cucchiaio                    Zucchero

1 cucchiaino                  Sale

15 g                               Lievito di birra

2 cucchiaini                  Semi di sesamo

2 cucchiaini                  Semi di nigella

1 cucchiaio                   Aneto tritato 

Mettere in una ciotola 100 ml di latte tiepido e sciogliervi il lievito. Unire l'uovo, il sale, lo zucchero e mescolare. Aggiungere la farina e mescolare con una spatola, aggiungendo, un po' alla volta, il resto del latte, fino ad ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso. Coprire con pellicola e far lievitare per 1 h. In un'altra ciotola, grattugiare il cheddar e sbriciolare la feta; aggiungere i peperoni tagliati a dadini. Impastare i formaggi con i peperoni e mettere da parte un po' meno della metà dell'impasto. Col resto formare una palla. Prendere l'impasto lievitato e stenderlo con le mani sulla spianatoia infarinata. Mettere al centro la palla di formaggio e peperoni e racchiuderla nell'impasto. Stendere nuovamente l'impasto con le mani, formando un disco. Sbattere il tuorlo e servirsene per spennellare il disco di pasta. Distribuire sopra il resto del composto di formaggi e infornare a 180°C per 25 minuti. 






mercoledì 27 gennaio 2021

La mia zuppa di pollo per il Club del 27

 Meno male che c'è il Club del 27 a ricordarmi che ho un blog! La verità è che sto attraversando un momento di grandi cambiamenti, che, per una come me, che ama la stabilità, significa grossi turbamenti, per cui la voglia di cucinare e sperimentare si è un po' affievolita. Proprio per questo, non mollo né il Club né il Keep calm, che mi obbligano ad uscire dalla mia confort zone.

Questo mese, ci occupiamo di preparazioni quanto mai adatte alla stagione: le zuppe. Mio marito non le ama tantissimo (preferisce sempre e comunque un piatto di pasta), io, invece, le adoro.

Tra le tante proposte, prese da ALL-TIME BEST SOUPS – COOK’S ILLUSTRATED ho scelto questa zuppa di pollo e patate, davvero buona e, almeno per noi, particolare.

Zuppa di pollo cremosa

700 g                           Petto di pollo con ossa e pelle

450 f                            Porri

2 cucchiai                    Burro

1/2 tazza                      Farina

1/3 tazza                      Sherry o Marsala secco

8 tazze                          Brodo di pollo

350 g                            Patate

3                                   Carote

3 rametti                       Timo

1 foglia                          Alloro

1/2 tazza                       Panna fresca

3 cucchiai                     Erba cipollina tritata

1 cucchiaio                   Acqua

q.b.                              Sale e pepe

Salare e pepare il pollo. Mettere il cucchiaio d'acqua e la pelle del pollo in una pentola col fondo spesso e cuocere a fuoco moderato e col coperchio, in modo che la pelle rilasci tutto il grasso (circa 7 minuti).

Scoperchiate la pentola, alzate la fiamma e continuate a cuocere per circa 3 minuti, facendo in modo che la pelle si caramellizzi, girandola a metà cottura. Unite i porri tritati grossolanamente (la parte bianca e quella verde pallido) e cuoceteli fino a quando si saranno ammorbiditi (circa 3 minuti). Setacciate la farina sui porri e cuocete per circa 1 minuto. Versate lo sherry o il Marsala, mescolate e fate evaporare l'alcool.

Versate lentamente nella pentola il brodo caldo, sempre mescolando. Unite le patate e le carote tagliate a cubetti, il pollo e portate a bollore. Abbassate la fiamma e fate sobbollire a pentola scoperta per circa 30 minuti. Trasferite il pollo su un piatto e lasciatelo raffreddare per 20 minuti. Mentre il pollo si raffredda, proseguire la cottura della zuppa per altri 20 minuti. Eliminare con una schiumarola il grasso e la schiuma dalla superficie. Tagliare il petto di pollo a pezzetti. Eliminate la pelle del pollo, i rametti di timo e la foglia di alloro dalla zuppa. Fuori dal fuoco, unire la panna e il pollo. Regolare di sale e pepe. Dividere la zuppa nelle fondine e decorare con l'erba cipollina tritata.