giovedì 19 dicembre 2013

Reportage da Vienna

Per il non-ponte dell'Immacolata, siamo andati a Vienna, a trovare mia figlia. Ci tenevo a vedere la sua nuova casetta e, poi, a Vienna, d'inverno, non c'ero mai stata. In effetti,  la città, sotto Natale, ha un che di magico, nonostante il freddo. Alla fine, a parte una mezz'oretta di neve il sabato, non è andata troppo male, climaticamente parlando. Anzi, la domenica è uscito anche il sole ad illuminare il nitore quasi abbacinante di strade e palazzi.
La sera del sabato siamo andati a cena al Gmoa Keller, un locale con cucina tipicamente austriaca, frequentato soprattutto da musicisti classici. Con noi, c'era una buona fetta del gruppo di amici che mia figlia si è creata a Vienna. Tutti ragazzi italiani, molto legati tra loro.  In pratica, sono, l'uno per l'altro, una specie di famiglia, un riferimento e qualcuno su cui contare in qualunque momento.
Li guardavo...tutti ragazzi di prim'ordine...architetti, ingegneri, bancari, un direttore d'orchestra fresco di diploma, tutti preparati, coraggiosi, pieni di voglia di fare... E non potevo fare a meno di pensare a quella campagna pubblicitaria che imperversa sui cartelloni sparsi dappertutto in città (la noto solo io, perché il problema mi tocca così tanto da vicino o sono realmente ovunque?). Quella dove si vedono delle teste di giovani, inquadrate da dietro ed accompagnate da scritte come "Parto per vedere cose mai viste. Ad esempio, uno stipendio", oppure "Il problema non è che partiamo, ma che forse non torneremo", oppure "All'estero non ho amici, ma mi han detto che basta il curriculum" o ancora " L'Italia guarda al futuro. Che parte per l'estero". Sono frasi che, a me, han colpito nel profondo. Qualcuno mi ha detto che dovrei avere una visione più europeista, che dovrei pensare che quei ragazzi non sono andati in un altro Paese, ma sono nel loro Paese, l' Europa. E' vero, forse io sono ancora legata a logiche nazionalistiche, ma sono forse la sola? Siamo proprio sicuri che questa Europa ci voglia? A naso, non ne sarei così certa, ma questi sono problemi che vanno oltre un piccolo blog di cucina. Meglio rifarci gli occhi con qualche immagine della bella capitale austriaca.
Qui una veduta notturna, dalla terrazza di un hotel.






Qui l'ingresso dell'Università, sovrastato da questo enorme "gallinaccio", che, da un lato, fa un po' "Metropolis", dall'altro, sembra una involontaria caricatura dell'aquila asburgica. Vabbè, quella era bicipite, ma ci siamo capiti...

Le lussuose stalle dei cavalli lipizzani, proprio nel centro della città.

Le luminarie natalizie in centro.

Un paio di chiese.


Non ditelo a Nanni Moretti, ma, a me, la Sacher non piace... E, con le Mozartklugen, potrei giusto giocarci a biglie...Insomma, non amo troppo la tanto decantata pasticceria austriaca, fatta eccezione per lo strudel. Peccato che quello che ho mangiato al Cafè Sperl (storico locale, ricco di fascino ed atmosfera) avesse una pasta con retrogusto che mi faceva pensare ad un prodotto congelato, fatto con grassi innominabili...
Questi biscottini, però, sono molto buoni ed anche semplici da fare. Per cui, se avete ancora spazio nelle scatole dei vostri regali natalizi home made, questi si preparano in pochi minuti e, last but not least, permettono di riciclare un po' di albumi.

Florentine

Albumi                               100 g
Burro                                 100 g
Farina                                100 g
Zucchero                           100 g
Nocciole granella              50 g
Scorza d'arancia candita    70 g
Cioccolato fondente          100 g

Sbattere un po' gli albumi con una forchetta, quel tanto che basta a "romperli", ma senza montarli assolutamente. Aggiungere la farina, lo zucchero ed il burro pomata. Amalgamare il tutto ed aggiungere la granella di nocciole e le scorzette ridotte in dadini. Con l'aiuto di un cucchiaino, deporre piccole quantità del composto su una teglia rivestita di carta forno. Appiattire l'impasto col dorso del cucchiaino, formando dei dischi. Infornare a 150 gradi per una decina di minuti o, comunque, fino a che gli orli dei dischi iniziano ad imbiondirsi. Una volta che si saranno freddati, sciogliere il cioccolato a bagnomaria e pennellare un lato di ogni dischetto col cioccolato fuso.





3 commenti:

  1. ma che belli questi e che voglia di Vienna; una volta, di inverno, sotto tanta neve.

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  2. Ahahaha...neanche a me piace la Sacher, neanche quella del famoso hotel, ne' le palle di Mozart, ne' lo strudel!
    Però' Vienna e' bellissima,
    Ciao e auguri
    Ilaria

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