mercoledì 4 luglio 2012

Engraulis encrasicolus

Eeeeh??? Mi par di sentirvi trasecolare davanti al titolo di questo post. Tranquilli, sotto questo nome roboante ed anche vagamente minaccioso, non si nasconde nient'altro che la comunissima acciuga. Anzi, alice. Perchè, dalle mie parti, si fa una distinzione: acciuga è quella conservata sotto sale o sott'olio, mentre quelle fresche son dette alici. E questo mi porta a riflettere su quanto necessaria ed utile sia stata l'introduzione, da parte di Linneo, della nomenclatura binomia. L' idea in sè sembra banale: attribuire ad ogni specie vivente, sia animale che vegetale (Linneo era un botanico) un nome formato da due parole latine, la prima indica il genere, la seconda la specie. In questo modo, si risolveva il problema dell'ambiguità linguistica: il nome "ufficiale" era quello, indipendentemente dal nome che quella particolare specie poteva assumere nei vari idiomi ed un naturalista spagnolo poteva intendersi- per dire- con un naturalista svedese, senza possibilità di fraintendimenti. Un'idea banale, appunto, ma a nessuno era venuto in mente, prima di Linneo.
Purtroppo, uscendo dall'ambito scientifico, questo problema di comunicazione non è stato risolto. Immagino sia capitato a tanti di voi di andare in pescheria, quando siete in vacanza, e di avere difficoltà ad intendervi col pescivendolo, al punto di arrivare a chiedervi se, per caso, parliate la stessa lingua. Ad esempio, Chelidonichthys lucerna a Napoli si chiama cuoccio, in Sardegna lucerna, in italiano cappone o gallinella. Perdonate la lezioncina, ma, ogni tanto, la zoologa tende a prendere il sopravvento sulla cuoca.  La cuoca però,  si riprende immediatamente i suoi spazi con questa ricettina semplice e gustosa.

Sformatini di alici


Per 2 persone


Alici               250 g.
Ricotta           140 g.
Limone          1
Pan grattato   1 tbs.
Olio evo      
Sale

Ungere degli stampini da creme caramel con un po' olio e spolverizzarli di pan grattato. Foderarli con le alici spinate e aperte a libro, facendo leggermente debordare le code. Salarle. Setacciare la ricotta aggiungervi la buccia grattugiata (solo la parte gialla) di mezzo limone. Riempire gli stampini con la ricotta aromatizzata e ripiegare le code, in modo da chiudere gli sformatini. Spolverizzare col pan grattato ed irrorare con un filo d'olio. Infornare a 180 gradi per una decina di minuti. Da noi si dice che "le alici si cuociono con la paglia", per indicare quanto rapida debba essere la loro cottura.

Con questa ricetta partecipo al contest di poverimabelliebuoni


3 commenti:

  1. Signora lei è bravissima ad attirare l'attenzione!:)))
    Pensa te, li ho fatti giusto giusto ieri sera. io ci metto anche il finocchietto che con le alici mi piace sempre tanto.
    un bacio cara.

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  2. che delicatezza!!! e grazie anche per la lezioncina, non guasta mai
    aggiorno al più presto la lista
    Grazie
    Cris

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